Il futuro di Flavio Tosi fuori dalla Lega Nord



“…Ho provato mediazioni di ogni tipo, ma purtroppo, ricevendo solo dei no, sono costretto a prendere atto delle decisioni di Tosi e quindi della sua decadenza da militante e segretario della Liga Veneta – Lega Nord…”

Con queste parole pubblicate su Facebook e riprese da Il Post Matteo Salvini ha sancito la rottura con Flavio Tosi, che da martedì sera non fa più parte della Lega nord. La tensione è culminata con lo strappo che a parole nessuno voleva, ma che nei fatti era già nell’aria da settimane. A caldo Tosi ha sparato a zero contro Salvini, definendolo un Caino che si traveste da Abele, mentre Fabio Venturi, coordinatore della fondazione “Ricostruiamo il Paese”, ha aggiunto che molto probabilmente c’era già da tempo un disegno volto a cacciarli dal partito, e che l’unica strada ora dovrebbe essere la candidatura di Tosi in Veneto contro Zaia.

Tosi che rincara la dose parlando di uno Zaia che si rifiutava di incontrare il segretario della Liga Veneta da settembre, e di un Salvini che vuole controllare in modo dittatoriale il partito. Dice poi di volersi prendere alcuni giorni per riflettere se candidarsi o meno alla Regione Veneto, cosa che potrebbe aprire scenari molto incerti per le prossime elezioni. E si fa sentire anche il vecchio segretario della Lega.

Il redivivo Umberto Bossi ci tiene a far sapere la sua, definendo Tosi come un pirla. Ma non si ferma qui, anzi, rilancia un retroscena: Tosi avrebbe già pronto un accordo con Corrado Passera per creare un nuovo soggetto di centrodestra. Sarà vero? Passera al momento smentisce, ricordando che il suo partito non parteciperà alle elezioni regionali, ma in ottica futura un’alleanza con Tosi potrebbe essere altamente remunerativa. Al momento Ilvo Diamanti stima un potenziale movimento di Tosi con una percentuale che oscilla fra il 5 e il 10%, un dato importante che potrebbe favorire in Veneto la candidata del centrosinistra.



Tosi da sempre definito più un tosiano che un leghista, uno che ha sempre lavorato per se e non per il bene del partito. Ciò si rende ben visibile a Verona, dove è sindaco, e dove ogni minima cosa che si fa deve avere il benestare di Tosi. Ora la domanda è cosa farà Tosi da grande: oltre alla possibilità di candidarsi alla guida della Regione Veneto, ci potrebbe essere l’opportunità di avviare un percorso condiviso con il già citato Passera e con Alfano, anche se il tempo alle prossime elezioni nazionali è ancora lungo e tutto può ancora accadere.

Altra curiosità: ma ora in consiglio comunale a Verona come si comporterà la Lega Nord nei confronti di Tosi? Farà la guerra a quello che fu uno dei suoi migliori sindaci?

C’è da dire che il dissidio fra Salvini e Tosi rischia di ricordare da vicino il dissidio fra Berlusconi e Fini, col secondo che pareva proiettato a costruire una valida alternativa di centrodestra ma che invece naufragò miseramente in un consistente oblio. Si muovono però le sezioni locali della fondazione: nelle Marche il sindaco di Fermignano Antonio Cancellieri afferma che è tutto pronto, basta un cenno di Tosi e si preparano subito le liste elettorali. Luca Rodolfo Paolini, segretario della Lega Nord Marche minimizza, dice che non conteranno nulla, ma in realtà molte voci dei vertici nazionali si dicono molto preoccupati dalle eventuali ripercussioni.

C’è anche chi ipotizza un altro scenario, con Tosi che riunirebbe il centrodestra moderato per poi allargare l’alleanza anche alla stessa Lega Nord. Si dice che il sogno di Salvini sia fare il sindaco a Milano, pare lo ripeta sempre, ma anche Renzi spergiurava di voler fare un secondo mandato come sindaco di Firenze, e sappiamo tutti come è andata a finire. Tanto più che Salvini sta modellando la Lega a sua immagine e somiglianza, dopo aver creato lui stesso un movimento civico per espanderne il peso elettorale: un movimento che potremmo definire ad personam, dato che si chiama proprio “Noi con Salvini”. Se Salvini si piegasse alla leadership di Tosi che fine farebbe questo movimento?

E sarebbe tutto da dimostrare l’inchino di tutto il centrodestra a Tosi: gente come Fitto non mi pare così intenzionata a piegarsi a un nuovo leader dopo tutto il lavoro che sta facendo per erodere terreno a Berlusconi.

Sicuramente ora Tosi avrà davanti una sfida importante, quella di doversi ritagliare e costruire uno spazio che non lo stritoli fra i tanti partitini che contano poco o nulla. La sua fondazione alla fine serviva a questo, e per questo lui aveva già girato l’Italia per raccogliere consenso. Ora pare proprio venuto il momento di mettere questo consenso alla prova: reggerà agli urti del mare aperto della politica?

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Categorie:Politica

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