Le Zone 30 non servono contro l’inquinamento



Nate nel nord Europa e in via di diffusione anche in Italia, le zone con limite di velocità a 30 Km/h sono state sempre proposte come soluzione per la sicurezza stradale ma anche per l’inquinamento. L’assunto sarebbe che la ridotta velocità comporterebbe consumi inferiori, anche in virtù delle inferiori frenate per fermarsi in caso di precedenze o attraversamenti pedonali, e di conseguenza emissioni inquinanti inferiori. 

Ad esempio ne parlava nel 2011 il Blog di Beppe Grillo, citando l’esempio dell’amministrazione di Saronno che decise di applicare le Zone 30 in ampie parti della città. Ci si domandava se qualche altro coraggioso [amministratore] si interessi concretamente di salute pubblica, imponendo queste zone a velocità limitata. Tutti a pensare che facciano bene all’ambiente. 

Lo pensa anche l’amministrazione comunale di Milano, che ha impostato una grande campagna per applicare le cosiddette Zone 30 in molti quartieri della città, non ultima la zona dei Navigli. Nei documenti infatti si legge come l’amministrazione sia convinta che riducendo la velocità si migliorerà anche la qualità dell’aria, decongestionando quelle strade dal traffico. Ma non basta spostare il traffico altrove per migliorare la qualità dell’aria. Tanto più che imporre limiti di velocità più bassa non pare essere utile per abbassare l’inquinamento. 

Lo afferma Andrea Trentini, ricercatore del Dipartimento d’Informatica all’Università degli Studi di Milano, intervistato da Quattroruote sul numero febbraio: “La riduzione dei limiti di velocità da 50 a 30 km/h si fonda sull’errata convinzione che il consumo di carburante e, quindi, le emissioni, siano proporzionali alla velocità del veicolo. Ciò non corrisponde al vero nel caso dei motori endotermici, il cui consumo minore avviene in corrispondenza a una velocità specifica, scelta in fase di progettazione, che il più delle volte si fissa fra gli 80 e i 100 km/h”



A conforto di questa tesi si veda anche il grafico sopra, di uno studio americano del Victoria Transport Policy Institute, dove si nota che la velocità ottimale per avere la minor quantità di emissioni è compresa fra le 30 e le 55 miglia orarie, ovvero fra i 48 e gli 88 km/h. Cercare di vendere le Zone 30 come benefiche per l’inquinamento parrebbe quindi una sonora presa in giro.

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Categorie:Attualità

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