Pressione fiscale, evasione e lista Falciani

Fea0007571_19.JPG HSBC BAnk

In Italia continua a far parlare di se la Lista Falciani, pubblicata da L’Espresso, che contiene i nomi dei 7.500 italiani (persone fisiche o enti) che avevano dei conti correnti nella banca HSBC di Ginevra. Una lista di potenziali evasori che ha acceso il dibattito sul come considerare proprio l’evasione fiscale in rapporto all’altissima pressione fiscale oggi esistente in Italia.

Infatti, secondo i dati Bankitalia riportati in questo articolo di dicembre, la pressione fiscale in Italia si attesta al 43,3%. Una pressione alta, da molti giudicata come asfissiante, che ha riportato in voga un pensiero di Luigi Einaudi da molti sottolineato per giustificare, in qualche modo, l’evasione fiscale:

“…Gli esportatori illegali di capitale sono benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccioni li dilapidano, e allora portandoli altrove li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso…”

Insomma: con una pressione fiscale così alta evadere le tasse, per qualcuno, è una cosa giustificata. Anzi, come suggerisce Einaudi, l’Italia dovrebbe ringraziare le persone della Lista Falciani, eroi che hanno preservato il denaro dal sicuro spreco di uno stato che esige troppo e sperpera molto. Molti affermano poi che una pressione fiscale più giusta sarebbe da tutti rispettata, il problema è stabilire quale percentuale potrebbe essere accettabile: il 30%? O ancora meno, magari il 20%? Qualcuno addirittura pensa che una pressione fiscale oltre il 15% sia illegittima. Come stabilire allora il limite, come decidere fin dove la percentuale si possa considerare giusta? Scartabellando in rete vedo che dagli inizi degli anni ’80 la situazione è stata questa:

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Nei primi anni ottanta la pressione fiscale era circa il 31%, mentre l’evasione fiscale rappresentava circa il 7-8% del Pil. Oggi, per intenderci, l’evasione fiscale è di circa il 18% del Pil, più del doppio in percentuale, con una pressione fiscale aumentata dal 31% al 43%. Insomma, anche con ben 12 punti percentuali in meno di pressione fiscale, l’evasione era comunque ben presente. È quindi giustificabile l’evasione e l’elusione fiscale con la scusa dell’eccessiva pressione fiscale?

Secondo me no. Non lo è perché, banalmente, per esempio, l’evasione già esisteva in misura sostanziosa anche con pressioni fiscali nettamente inferiori. Incolpare quindi la pressione fiscale lo trovo semplicemente un modo per scaricare il barile, per giustificare qualcosa sviando l’attenzione verso un altro grosso problema, quello dell’eccessiva pressione fiscale. Che poi: come stabilire quale sia un livello accettabile di pressione fiscale? Se si stabilisce una percentuale considerata giusta dalla maggioranza, la minoranza continuerà a considerarla illegittima?

Detto in parole semplici: la questione mi pare un modo per rigirare la frittata indicando un altro problema che faccia dimenticare il primo. Ma indicare e additare un secondo problema non giustifica né rende accettabile il primo. In nessun caso.

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Categorie:Attualità, Politica

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