I mille problemi di Expo 2015

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Come se non bastassero i ritardi nel completare il sito espositivo e le infrastrutture connesse, come se non bastassero le polemiche legate alla corruzione che gravita attorno ai lavori al sito di Expo, come se non bastassero le polemiche sull’utilità e la sostenibilità economica di un’Esposizione Internazionale, Expo 2015 colleziona ulteriori problemi e ulteriori polemiche. Giusto per non farsi mancare nulla.

Una delle ultime polemiche è stata innescata da Frankie Hi Nrg, uno dei personaggi designati per essere ambasciatori di Expo, che ha rinunciato al suo ruolo per via del massiccio utilizzo di ragazzi che verranno fatti lavorare gratuitamente, i cosiddetti volontari. Una polemica nata alcuni mesi fa, al grido di “Io Non Lavoro Gratis Per Expo”, a cui Expo 2015 ha risposto affermando che l’opportunità di partecipare a questa manifestazione sarà la vera retribuzione, la possibilità di conoscere persone e creare conoscenze. Oltre al fatto che saranno spesati degli spostamenti da e per il sito espositivo, avranno un pasto gratuito e, alla fine, potranno tenersi il tablet con cui lavoreranno. Ora: so benissimo che manifestazioni del genere si basano molto sull’opera dei volontari, ma comunque a me pare un po’ poco. Poi, fate voi.

Ma poteva finire qui? Certo che no! E allora ecco che alla cerimonia di presentazione dell’evento di sabato scorso all’Hangar Bicocca a Milano s’è materializzato un secondo problema: le traduzioni. Già, perché per l’evento non si è pensato a nessun servizio di traduzione simultanea. Ma come: organizzi un evento mondiale, fai una cerimonia per presentarlo con persone che arrivano da ogni angolo del mondo, e non pensi ai traduttori? Molti delegati esteri si sono lamentati di non aver potuto seguire nulla, affermando di tornare a casa sostanzialmente a mani vuote. Ad aggravare la situazione, i volantini di presentazione sui tavoli erano solo in italiano. Ma il problema traduzioni si estende anche al sito internet di Expo, disponibile in italiano, inglese e francese. Riporto:

“…Sempre il Corriere della Sera ha notato come diverse parti del sito di EXPO (che si può leggere in inglese e in francese) contengono molti errori di traduzione. Nella parte francese, ad esempio, ci sono parecchie concordanze temporali sbagliate, femminili scambiati per maschili, plurali scambiati per singolari e accenti con i versi sbagliati. Antoine Boissier, insegnante all’Institut Français di Milano, ha detto al Corriere: “È scandaloso e imbarazzante”.

Nella parte inglese la situazione è forse ancora più grave. Diverse costruzioni sintattiche hanno un suono chiaramente italiano, come fossero state tradotte parola per parola. Ad esempio, fino a venerdì nella sezione “Learn more” era possibile leggere una frase che descriveva EXPO in questi termini: «Not only is it an exhibition but also a process». Si tratta di una costruzione che ha molto poco di inglese e in cui viene utilizzato il termine “process”, quando sarebbe stata molto più adatta la parola “experience”, come ha osservato Maria Sepa, traduttrice del Corriere della Sera…”

Direi che la figura di merda internazionale è ampiamente servita. Per tacere poi di Verybello!, il sito nato per informare sugli eventi culturali dell’Italia, indirizzato ai turisti venuti per Expo. Quindi ci si aspetta che sia scritto in un buon inglese, e invece no, zero. L’inglese non esiste proprio, c’è solo italiano. Se clicchi sulla bandierina inglese si visualizza un mesto Coming Soon. Senza contare poi la mancanza di un’applicazione mobile associata, proprio oggi che smartphone e palmari sono diffusissimi. Ma ancora non abbiamo finito.

Già, perché c’è un altro aspetto ancora che ha attirato un mare di critiche: le grafiche che mostrano come sarà il Parco delle Biodiversità. Rendering improponibili con un grado di realtà prossimo allo zero, addirittura alcune immagini di persone con caratteri alfabetici in vista sul corpo, probabilmente residui di watermark cancellati male, che erano sulle immagini per proteggerne il copyright. Eccovi una carrellata:

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Insomma, a meno di tre mesi dall’avvio di Expo i problemi non solo sono tanti, ma continuano ad ammucchiarsi con una facilità incredibile. Nelle intenzioni di tutti questo evento dovrebbe essere la vetrina dell’Italia al mondo, il modo con cui si vorrebbe mostrare al mondo i nostri prodotti migliori, le nostre eccellenze, la nostra cultura. Ma vista la situazione attuale pare che in vetrina ci siano solo prodotti scadenti o scaduti, e i tanti errori fanno di questo biglietto da visita un’occasione che sta andando malamente sprecata.

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Categorie:Attualità

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