NonRecensione – 76: La Teoria del Tutto

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Dopo il film su Turing (insomma, non esattamente su di lui) non potevo mancare il film su Stephen Hawking. Stavolta invece le aspettative erano più nebulose, non così alte come per il film precedente, e la visione di questo film mi ha portato a infrangere anche quelle minime aspettative che mi ero fatto. Intanto iniziamo dai voti: Comingsoon gli assegna un 6,2/10; Mymovies un 3,3/5; Imdb un 7,8/10.

Il film prende spunto dal libro scritto dalla prima moglie di Hawking, Jane Wilde Hawking, che racconta della sua vita con l’illustre scienziato. Dal loro primo incontro ad una festa, quando Hawking era ancora un laureando in Fisica interessato alla cosmologia e Jane una laureanda in Lettere, all’inizio della malattia di Stephen, la nascita del loro amore, la scoperta da parte di Jane della malattia del suo amato e di come i dottori gli dessero solo due anni di vita. E poi l’intuizione per la tesi di laurea, la vogliamo trovare l’equazione che spieghi tutto, il matrimonio, i figli, ma anche la degenerazione della malattia che non lo porta subito a morire come diagnosticato in un primo momento, ma lo condanna a una progressiva paralisi totale.

Un film molto intimo, che racconta il viaggio personale di una persona dal cervello eccezionale (fantastica la scena in cui consegna un compito difficilissimo scritto sugli orari dei mezzi pubblici, sorprendendo il professore per la correttezza delle risposte) e della sua compagna, un sergente di ferro coi guanti di velluto. Due persone differenti, tanto scientifico lui quanto religiosa lei, ma unite da un grande amore che durerà anni, è da un rispetto e un affetto forte anche dopo la loro separazione.

Forse il film affronterà poco il lato puramente scientifico di Hawking, sebbene parli di molte cose scientifiche con un approccio semplice ma assai efficace, metterà in secondo piano le sue conquiste, ma in realtà penso che le rende compartecipi del suo percorso personale di vita, le renda esse stesse ingranaggi della sua esistenza e del suo sviluppo, come un unicum in cui tutto si sviluppa e cresce assieme (tra l’altro bello questo articolo vademecum di Wired su Hawking). Mirabili, davvero mirabili le prove dei due attori principali, soprattutto di Redmayne che interpreta Hawking: è riuscito nella capacità di interpretare e restituire allo spettatore quella singolare dolcezza ironica dello scienziato anche solo con i piccoli movimenti dello sguardo, una prova difficile e assai complessa.

Questi sono gli attori principali del cast: Eddie Redmayne è Stephen Hawking; Felicity Jones è Jane Hawking, la sua prima moglie; Charlie Cox è Jonathan Hellyer Jones, giovane vedovo insegnante di musica che aiuterà la famiglia Hawking finendo per innamorarsi di Jane; Maxine Peake è Elaine Mason, infermiera che da un certo punto si prenderà cura di Stephen, e che diverrà la sua nuova compagna; Simon McBurney è Frank Hawking, padre di Stephen; David Thewlis è Dennis Sciama, professore di Stephen a Cambridge.

Infine la regia, affidata a James Marsh, risulta lineare e semplice, senza grossi sbalzi, ma la storia da raccontare era già da sola eccezionale, delicata ma fortissima, non sarebbe servito molto altro per rendere tale la poesia di una storia simile. Alla fine il mio personale voto è un 9/10, con la sensazione che questo film sia semplicemente meraviglioso.

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