Il prossimo Presidente della Repubblica

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Si fa molto parlare di chi dovrà essere il prossimo Presidente della Repubblica, e non mancano i veti incrociati: chi pretende sia una personalità del centrosinistra, chi vorrebbe sia un cristiano, chi pretende sia una donna, chi un tecnico, chi una personalità terza (ma terza rispetto a chi?) e via dicendo.

I nomi poi sono tanti, e molti già sentiti per l’elezione del 2013: Bassanini, Prodi, Amato, Rodotà, D’Alema, Pinotti, Cantone, Grasso, Bonino, Finocchiaro, Fassino, Veltroni, Monti. Ma, al di la dei nomi, penso sia importante una questione che risulterà fondamentale per il futuro dell’Italia. Il prossimo settennato presidenziale che andrà a naturale scadenza nel 2022 sarà importantissimo per ciò che riguarda l’Europa: la figura di garanzia che il Presidente rappresenta per l’Italia avrà il gravoso compito di traghettare l’Italia (e la stessa Europa, insieme agli altri Capi di Stato) verso quello che molti definiscono gli Stati Uniti d’Europa, oppure sarà testimone del crollo di questa Europa e di un ritorno alla suddivisione dei vari stati membri.

Questo, molto banalmente, perché l’attuale Europa si trova di fronte a una grossa crisi che ormai non è più soltanto economica, ma che arriva ad investire anche la credibilità delle sue istituzioni e delle sue radici culturali. Insomma, si dovrà decidere cosa dovrà essere questa Unione Europea da grande, e lo si dovrà decidere nei prossimi anni.

Sarà proprio l’Europa la convitata di pietra nella scelta del nuovo Presidente, e rischierà di pesare molto più delle faide fra i diversi gruppi di potere in parlamento, sia quelli interni ai partiti che quelli fra ai partiti. Proprio a partire da quanti chiedono più Europa e quanti, invece, ne chiedono una profonda revisione, da quanti chiedono più integrazione con la moneta unica e quanti, al contrario, pensano all’Euro come a un esperimento ormai fallito.

Su quello che potrà poi essere l’Europa avranno un peso anche le spinte esogene degli Stati Uniti e del loro accordo commerciale di libero scambio (il famoso TTIP), che mira a integrare l’area dei due mercati per dare vita alla più grande area di libero scambio esistente al mondo. Un affare non secondario, sebbene a oggi ancora abbondantemente sconosciuto alla maggioranza delle persone.

Insomma, oltre al carico di problemi italiani (governi instabili, maggioranze ballerine, crisi economica, crisi lavorativa, crisi sociale, sfiducia totale nelle istituzioni, disaffezione alla politica, riforme sempre più urgenti e via discorrendo) il prossimo Presidente avrà anche questo compito guida. Un compito le cui ricadute, in un senso o nell’altro, saranno incredibilmente importanti.

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Categorie:Politica

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