Sempre più paure, sempre meno speranza

Se è vero che è sempre importante tastare il polso del paese reale per capire meglio le richieste e le paure delle persone, il sondaggio di oggi di SWG ci fornisce qualche generica risposta su cui poter ragionare un po’. Il tema da cui partiamo è sempre il solito: paure e preoccupazioni, in un confronto con la medesima classifica dello scorso marzo.

IMG_0974.PNG

Il problema più grave resta la disoccupazione, addirittura un dato in aumento. Sembra che a poco servano le promesse del governo sul Jobs Act, di cui si continua tanto a parlare ma di cui si vede fuggire in avanti la data di approvazione, e di cui in molti si dicono insoddisfatti. Una riforma da molti giudicata addirittura sbagliata, soprattutto nello scontro ideologico dell’articolo 18, che addirittura gli imprenditori hanno giudicato come non prioritario da affrontare.

A questo si collega la seconda voce in classifica, le prospettive per i giovani: balza dal 32% di marzo al 43% di novembre, segno che è anche la speranza a venir erosa drammaticamente, in barba a un Presidente del Consiglio famoso per trasmettere proprio speranza. Ma forse l’uditorio è ormai troppo disincantato per continuare a credere solo alle parole. Per i giovani si vedono sempre meno speranze, sempre meno opportunità, in un futuro che non accenna a dissipare le nubi che si ammassano all’orizzonte.

Ci si preoccupa un poco meno di tasse e fisco, e questo forse potrebbe essere l’unico reale effetto dei tanto discussi 80 euro in busta paga. Una piccola azione di redistribuzione che negli indicatori economici ha avuto più un effetto placebo che un reale impatto, disattendendo tutte le previsioni fatte da governo e Confcommercio.

Sale invece di ben 16 punti percentuali la paura dell’immigrazione, passando dal 13 al 29%. In questo dato si riscontra tutta la furbizia di Matteo Salvini nel puntare a fomentare una paura che può trasformarsi in voto politico. Una paura spesso gonfiata ad arte è corroborata da provocazioni anche pericolose, come quella al campo sinti a Bologna, in cui Salvini cerca di accreditarsi come l’unico interessato all’ordine e alla sicurezza.

Connessa all’immigrazione sale anche la paura per la criminalità: quante volte sentiamo ripetere che con gli immigrati in aumento stanno aumentando anche i furti, le rapine, gli stupri? E serve a poco ricordare con dati reali come l’immigrazione pesi poco in rapporto al numero di cittadini italiani, che l’Italia sia in Europa uno dei Paesi dove pesa meno, bastano un paio di episodi di violenza per marcare a fuoco l’intera comunità. Additati tutti come ladri e violenti perché alcuni lo sono. Additati come ladri e violenti solo perché Rom. Poi uno dice che si dovrebbe imparare dalla storia.

Cresce poi molto anche la preoccupazione per l’ambiente e l’inquinamento, passata dal 7 al 16%. Sicuramente hanno pesato le tante sciagure accadute quest’anno, le esondazioni in Toscana, le tante accadute in una Liguria sempre più martoriata, i problemi del Seveso a Milano, quelli dell’alessandrino, giusto per ricordare gli ultimi. Un problema, quello del dissesto idrogeologico, conosciuto da decenni ma mai adeguatamente affrontato, che oggi il governo cerca di risolvere finanziando tutta una serie di progetti mirati a una diversa gestione di alcuni bacini idrografici, anche se i reali benefici dovranno essere verificati poi sul campo.

Altri indicatori poi sono in discesa, li potete leggere, io mi soffermo però su uno: ci si preoccupa meno della mancanza di una classe dirigente, dato che letto così di primo acchito potrebbe anche rappresentare un indicatore confortante per chi è al governo. Potrebbe voler dire che la classe politica è migliorata e che quindi preoccupa meno, rappresentando un problema minore, in via di risoluzione. Ma come ogni coltello a doppia lama può rappresentare anche altro, ovvero lo scoramento nel vedere che anche quella parte politica che prometteva un profondo “cambia verso” in realtà ha lasciato tutto sostanzialmente com’è, preferendo l’accordo e la sopravvivenza alla profonda riforma. E allora quella minore preoccupazione può essere il segnale che le persone si sono stancate di sperare in una nuova classe dirigente, preferendo occuparsi maggiormente di se stesse in una chiave sempre più egoistica e personale. “Loro non mi possono dare una mano, loro non saranno mai all’altezza, e allora smetto di sperarci e mi arrangio da solo”.

A chiudere riporto un secondo sondaggio, centrato sui campi rom e sinti. Un’altra spia che rivela la presa sulle persone delle spericolate politiche applicate da Matteo Salvini.

IMG_0951.PNG

Il 46% condivide pienamente che i campi nomadi vadano sgomberati. Se sommati a chi condivide in parte, i favorevoli agli sgomberi sale ad un altissimo 77%: più di 2 italiani su 3 ritiene che i campi Rom e Sinti andrebbero fatti sparire. Nessuno si preoccupa però di dire che fine dovrebbero fare, dove dovrebbero andare, facendo solitamente prevalere un “si arrangino” che ricorda un po’ le mani lavate di Ponzio Pilato. Molto chiaro poi il dato su chi condivide pienamente diviso per aree, col centro Italia che si attesta su un altissimo 56%, dato plasticamente rappresentato nel paese reale da ciò che sta accadendo a Roma a Tor Sapienza, e ora anche all’Infernetto.

La conclusione di fondo che mi sento di trarre è che siamo sempre più un Paese che si sta richiudendo su se stesso, con molte paure in crescita su cui alcuni stanno pericolosamente speculando. Un Paese che si ritrova un Presidente del Consiglio che ha sempre parlato della necessità di riattivare la speranza, di ricominciare a guardare e a credere al bello, ma che ultimamente pare drammaticamente sprovvisto della capacità di saperlo fare e di saperlo trasmettere ai cittadini, in una disconnessione con le persone che rischia di diventare un grave handicap.

Ieri sera, alla conclusione della campagna elettorale per Stefano Bonaccini, candidato presidente alla Regione Emilia Romagna, Matteo Renzi ha detto: “Senza contatto con le persone la politica è niente”. Ecco, spero si renda conto che anche lui sta perdendo questo contatto, e che la sua immagine ne sta risentendo parecchio. Il suo silenzio sulle tragedie di sabato scorso, ad esempio, pesa e peserà come un macigno sul rapporti fra lui e i cittadini. Molti lo hanno notato, molti non lo hanno perdonato. A lui la scelta di raddrizzare la situazione, ascoltando (magari) i suoi stessi consigli.

Annunci


Categorie:Sondaggi

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: