NonRecensione – 68: The Judge

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Da estimatore di Robert Downey Jr. non potevo mancare a questo nuovo film che lo vede fra i protagonisti, in un ruolo dove abbandona i fasti e gli effetti speciali dei supereroi Marvel o dell’ispettore Holmes, calandosi in un ruolo sui toni drammatici. Iniziamo subito dai voti: Mymovies gli assegna un 3,05/5; Comingsoon un 7,7/10; Imdb un 7,7/10.

Il film parla di Hank Palmer, costoso avvocato specializzato nel tenere fuori di galera i criminali di Chicago, di suo padre Joseph, giudice della Contea a Carlinville, piccolo paesino dell’Indiana dove è cresciuta la famiglia Palmer, e degli altri due fratelli, Glen e Dale, una famiglia corrosa da rimorsi e dai rimpianti, che cova risentimenti e rancori antichi. Un giorno Hank torna per il funerale della madre, ma prima di ripartire per Chicago viene bloccato da Glen che gli chiede aiuto: loro padre, il giudice, è stato accusato di omicidio.

Tutto il film verte principalmente sul tormentato rapporto fra Hank e Joseph, il primo molto individualista, egoista e spregiudicato, il secondo più orientato verso una rigida rettitudine e una durezza al limite dell’odio. Dovranno però collaborare, seppur con riluttanza, nel processo che vedrà il giudice imputato per omicidio, accusato di aver investito e ucciso un ragazzo che aveva giudicato molti anni prima.

Quasi a contorno di questa storia ci sono altri filoni: il rapporto complicato di Hank coi fratelli, Glen fratello maggiore e ex promessa del baseball mancata per un incidente in auto che gli ha rovinato la mano e che oggi fa il gommista, e Dale fratello minore e un po’ ritardato, che si protegge dietro una piccola cinepresa con cui riprende ogni dettaglio della vita che lo circonda. E poi c’è spazio anche per la piccola figlia di Hank, da lui adorata ma che si trova nel mezzo della separazione dei genitori, e poi una ex di Hank con cui forse ripartirà una scintilla e che farà conoscere al brillante avvocato la figlia, concepita nel periodo in cui i due si frequentavano, di cui Hank sospetterà di essere il padre.

Tante storie intrecciate fra loro, sostenute da due ottime prove recitative di Robert Downey jr. e di Robert Duvall che comunque si inseriscono in un cast che da in generale una prova degna di nota.

Questo il cast: Robert Downey jr. è Hank Palmer; Robert Duvall è il giudice Joseph Palmer; Vincent D’Onofrio è Glen, il fratello maggiore; Jeremy Strong è Dale, il fratello minore; Vera Farmiga è Samantha, la ex di Hank; Leighton Meester è Carla, la figlia di Samantha; Dax Shepard è C.P. Kennedy, avvocato inizialmente ingaggiato da Joseph; Billy Bob Thornton è Dwight Dickham, avvocato dell’accusa; e infine Emma Tremblay è Lauren, la figlia di Hank.

Davvero buona la regia di David Dobkin, che miscela sapientemente dramma, tensione e ironia, con diversi scambi di battute davvero fulminanti e a tratti divertenti. Bella infine la colonna sonora, che aiuta a rendere più vividi i passaggi più drammatici. In definitiva il mio voto è un largo 8,5/10: un film che si pone a cavallo fra il dramma familiare e il legal thriller, davvero molto consigliato.

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