Nel pantano dell’Ucraina

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Nonostante i risultati finali i sapranno solo fra un anno, la relazione preliminare dell’Ufficio di Sicurezza Olandese afferma che l’aereo è stato colpito da oggetti ad alta energia provenienti dall’esterno del velivolo, rilanciando subito teorie alternative a quelle del missile. Una, la più gettonata, parla di un caccia ucraino che avrebbe sparato per errore contro il volo MH17 della Malaysia Airlines, anche se la relazione comunque non esclude la possibilità che sia stato comunque un missile, come affermato fin dall’inizio da molti. Un mistero in cui ognuna delle due parti afferma la propria verità, col risultato di alimentare la confusione.

E ad aumentarla contribuisce anche questa inchiesta della Reuters che parla del mistero di diversi soldati russi uccisi in circostanze non chiare. Come quella di Anton Tumanov, soldato di stanza in Cecenia: lo scorso mese sua madre ha ricevuto la notizia della sua morte in seguito a una ferita da schegge, ma nel documento non era riportato che tipo di schegge fossero e nemmeno dove questo incidente fosse accaduto. Secondo alcuni suoi commilitoni, Anton sarebbe morto il 13 agosto in una battaglia in territorio ucraino, in uno scontro che ha visto la morte di oltre cento militari russi, sebbene la sua brigata risulti ancora ufficialmente di stanza a Grozny, in Cecenia.

In merito è curioso questo articolo del Il Post, che parla di come diversi soldati russi abbiano lasciato prove della presenza russa in Ucraina sui social network. Come riportato in fondo all’articolo sono cose da prendere molto con le pinze, perché nessuna rappresenta una prova inconfutabile della presenza russa in Ucraina, ma sono comunque indizi curiosi, sarebbero “leggerezze” non nuove ai militari, non solo russi. Come ricorda qualcuno, già nel 2012 in Iraq fu abbattuto un Apache usando i geotags delle foto fatte dai cellulari di alcuni soldati americani. Una leggerezza che ha causato un danno decisamente importante.

Tornando all’esercito russo, queste “prove” sarebbero state pubblicate nel mese di luglio, ed è curioso notare come proprio a fine luglio il deputato della Camera Bassa Vadim Solovyev abbia preparato un disegno di legge per limitare proprio l’uso dei social network da parte dei militari. Un po’ come un correre ai ripari dopo aver notato una grave falla.

E non si può non scordare i dieci militari russi catturati in Ucraina a fin agosto: le autorità russe hanno affermato che si erano persi, ma perdersi 10 chilometri oltre il confine è una spiegazione un po’ risibile. La spiegazione infatti è stata questa: ”I soldati stavano in effetti partecipando a un pattugliamento lungo un segmento del confine tra Russia e Ucraina: lo hanno attraversato accidentalmente in un’area mal segnata, e per quello che ci è dato sapere non hanno opposto alcuna resistenza quando sono stati catturati dall’esercito ucraino che li ha messi in stato di fermo”.
Come detto, addentrarsi per 10 chilometri senza accorgersi di aver oltrepassato il confine è una cosa che può avere due significati: o è una bugia, o quei militari sono talmente mal preparati da non rendersi conto di dove siano. E l’esercito russo non è certamente così impreparato, anzi.

Ovviamente accade anche il contrario, con fonti russe che parlano di oltre 500 persone impegnate a vario titolo dall’esercito ucraino catturate in territorio russo in questi mesi, e ricondotti in sicurezza in territorio ucraino. Un gioco di spionaggio e di provocazioni che non fa altro che mantenere alta la tensione fra Ucraina e Russia. Oggi abbiamo una tregua che pare non essere molto rispettata, e dei colloqui fra governo ucraino e governo russo per cercare di stabilire una soluzione a questa guerra civile, anche se una possibile soluzione mi pare abbastanza critica da trovare. Forse la soluzione migliore è proprio quella prospettata dalla Russia, ovvero la creazione di diversi stati federali che godano ognuno di una propria indipendenza, all’interno dell’Ucraina: visto il punto in cui si sono spinti, forse l’unica soluzione oggi praticabile.

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Categorie:Attualità

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