Bombardamenti “segreti” e scontri di potere

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Nella guerra contro l’Isis (ormai Is) una notizia mi ha molto colpito: quella dei bombardamenti fantasma in Libia, attacchi aerei che ufficialmente nessuno ha rivendicato.

Agli inizi fu chiesto a Usa e Inghilterra se fossero stati loro, fu anche chiesto a noi è alla Francia se ne sapessimo qualcosa, ma tutti diedero risposta negativa. Loro non c’entravano. Per qualche giorno si è anche parlato del mistero degli attacchi aerei fantasma, con il generale Khalifa Haftar a rivendicare la paternità (cosa improbabile dato che non dispone di aerei da guerra) finché non è emersa una realtà nuova e, a tratti, davvero sorprendente.

Uno scenario inedito che ha visto una specie di collaborazione fra Egitto e Emirati Arabi, con gli egiziani che avrebbero messo a disposizione le basi aeree per il lancio dei raid, e Abu Dhabi avrebbe fornito i caccia e i piloti per realizzarlo. Se si pensa che gli stessi Emirati Arabi furono indicati fra quelli che, all’inizio, finanziarono l’Isis, si può comprendere come questo cambiamento cambi radicalmente il quadro di riferimento. Se prima i ricchi emiri pensavano di poter “controllare” e influenzare l’Isis, oggi temono l’espansione del califatto, che minaccia i loro interessi economici.

Qatar, Turchia, Emirati Arabi, Arabia Saudita, lo stesso Iran, sono tutti attori più o meno dichiarati di questo scacchiere, alcuni contro l’Is mentre altri silenziosamente favorevoli, con gli Emirati che paiono aver cambiato idea passando da iniziali occulti finanziatori (insieme al Qatar) a loro avversari, per i motivi economici sopra espressi. Uno scontro religioso, culturale economico e soprattutto di potere interno al mondo musulmano che rischia di creare tensioni difficilmente controllabili, in un’area già molto instabile e problematica.

Di fondo pare che questo attacchi siano una specie di forzatura agli Usa, per “invogliarli” a intervenire direttamente, richiesta già fatta addirittura da Assad, che si è offerto come partner strategici agli Usa per bombardare le postazioni dell’Is in Siria. Offerta siriana che gli Stati Uniti hanno rifiutato, dando adito a critiche sulla loro reale intenzione di contrastare efficacemente questi terroristi. Ma, del resto, come potersi alleare con chi hai accusato fino a poco tempo fa di essere un tiranno sanguinario?

Chiudo rilanciando questo articolo di Aldo Giannuli che si interroga sui finanziamenti dell’Is, necessari per far fronte alla guerra che stanno portando avanti, e sui fallimenti delle intelligence occidentali, che hanno ampiamente sottovalutato questo nuovo fenomeno terroristico. Alcune domande poste sono interessanti, e meriterebbero delle risposte, se non altro per capire meglio come bloccare i loro ingenti flussi di denaro. Perché, si sa, una guerra costa molto denaro e se non riesci ad averne, a quel punto, anche la tua pericolosità cala vistosamente.

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Categorie:Attualità

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