I consiglieri comunali

Prima di partire per le mie tanto agognate (e un po’ meritate) vacanze, voglio scrivere un piccolo post su alcuni curiosi dati che mi capitarono sotto gli occhi il mese scorso. Si tratta di due domande fatte da SWG, un sondaggio sui consiglieri comunali: in un’epoca di forte frizione fra cittadini e classe politica nazionale, si è sempre pensato che la classe politica locale venisse considerata come un baluardo da difendere e da conservare. Ecco, forse non è esattamente così. Iniziamo da questo:

sondaggio 1

Il giudizio sull’utilità della figura del consigliere comunale sembra molto netto: più della metà delle persone giudica inutile la figura del consigliere comunale. Per il 35% è poco utile, mentre per il 21% è addirittura del tutto inutile, come se la loro esistenza non servisse a nulla. Solo per il 31% la figura del consigliere comunale è abbastanza utile, mentre si riduce a un esiguo 6% la fetta di persone che ritiene i consiglieri comunali molto utili. Sarebbe curioso capire come mai vengono considerati così inutili, soprattutto con percentuali così alte: forse perché vengono percepiti come ininfluenti nelle scelte dei consigli comunali? O perché non ritengono idoneo il loro ruolo ai compiti loro assegnati?

A questo è strettamente legata quest’altra rilevazione:

sondaggio 2

Il 60% degli intervistati ritiene che i consiglieri comunali siano troppo, e che quindi vadano tagliati. E, aggiungo, una posizione simili è logica, alla luce della considerazione di inadeguatezza espressa prima dagli stessi intervistati. Per assurdo, solo il 10% degli intervistati afferma che i consiglieri comunali svolgono un ruolo fondamentale per la società, addirittura guadagnando in media troppo poco. Li considerano troppi ben il 69% degli intervistati vicini a Forza Italia, il 66% degli intervistati vicini al Partito Democratico, e ben il 70% degli intervistati vicini al Movimento 5 Stelle. Le parole di Cottarelli (139.000 consiglieri comunali sono i troppi) paiono quindi largamente condivise dal ceto elettorale.

Sono quindi davvero troppi i consiglieri comunali? E come si potrebbe pensare di diminuirne il numero? Ma soprattutto: se la figura del consigliere comunale viene considerata inutile dal 56% degli intervistati, diminuirne il numero li farà tornare automaticamente utili? Sarebbe illogico pensarlo. Un risparmio sul numero e sui costi dei consiglieri comunali non restituiscono loro una maggiore utilità, per quella servirebbe un’eventuale revisione dei compiti e dei poteri.

Di fondo la prima cosa che mi salta in mente è che la sfiducia verso la classe politica ha ormai fatto presa fino ai gradini più bassi, fino a quei consiglieri comunali considerati, fino a qualche anno fa, come gli unici da salvare. Oggi vengono anche loro considerati poco utili e in sovrannumero, come se il loro eventuale immobilismo fosse dettato dal numero con cui compongono i consigli comunali. Uno dei rischi di una razionalizzazione del numero di consiglieri è quella di vedere ancor più ristretto il potere delle minoranze, che rischierebbero di diventare più esigue in numero e quindi meno decisive nelle scelte e meno forti nel dibattito politico. Siamo sicuri che sarebbe un bene?

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