Recuperare edifici dismessi

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Le aree abbandonate hanno sempre esercitato un estremo fascino su di me: vecchie caserme, antiche ville, aree di vario genere lasciate a se stesse, preda delle erbacce e del degrado. Nel sito Paesi Fantasma ci sono alcuni esempi di quello di cui parlo, come gli ex manicomi di Mombello o Vercelli, o come la Villa Sbertoli a Pistoia, le Scuderie Montel a Milano, la colonia Fara a Chiavari, le tante colonie a Cesenatico, la cartiera Vita-Mayer a Varese, il Consorzio Agrario provinciale di Bescia, la discoteca Majorca a Lodi, il parco divertimenti di Greenland a Limbiate, l’ex lanificio Carotti in provincia di Pesaro-Urbino. Aree che potrebbero esser riutilizzate, se non addirittura strutture che potrebbero essere recuperate destinandole a nuove funzioni.

Ne è un esempio Consonno (che vedete sopra in foto), la Las Vegas della Brianza, luogo abbandonato ma che ha destato l’interesse di molte persone, tra cui studenti che hanno creato degli studi per recuperare le aree. Ed è proprio questa una delle cose che mi chiedo: perché non varare un piano di recupero di queste aree? Perché non prevedere il recupero delle colonie estive per creare centri vacanza comunali o centri polifunzionali? Il territorio italiano è disseminato di queste ex colonie, così come è pieno di ex basi militari abbandonate. Sarebbe possibile recuperare anche quelle?

Oppure la discoteca Ultimo Impero di Torino, abbandonata di recente e facilmente recuperabile. Perché non provare a darle una nuova vita piuttosto che lasciarla marcire? O perché non provare a recuperare la Villa Stangoni a Sassari? O perché non pensare a un progetto per riutilizzare le aree della ex distilleria Giuffrida a Ragusa? O ancora, perché non pensare a un recupero conservativo della Fornace Penna sempre a Ragusa, magari pensando a un impiego di carattere culturale? Per l’ex zuccherificio di Cecina si era pensato a un piano di recupero, però anche qui si è arenato tutto.

Quella degli edifici dismessi e abbandonati è anche una ricerca portata avanti su Instagram, in cui chiunque può segnalare questi edifici, che vedrà poi la pubblicazione di un ebook chiamato “Italia Dismessa”, e un progetto social chiamato [Im]possible Living, dove poter segnalare aree dismesse e dove proporre idee per il riutilizzo. Ecco: a me piacerebbe, un giorno, vedere un altro ebook gemello a quello citato prima, intitolato “Italia Recuperata”. Resterà solo un sogno?

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Categorie:Riflessioni

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3 replies

  1. Aggiungo:

    La Reale Tenuta di Carditello http://www.paesifantasma.com/website/reale-tenuta-di-carditello/ che sarebbe meraviglioso recuperare, Villa Ebe a Napoli http://www.paesifantasma.com/website/villa-ebe-castello-di-pizzofalcone/ su cui c’era un progetto con fondi Unesco lasciato andare in malora (con fondi andati perduti), e questo meraviglioso castello abbandonato in Piemonte http://www.paesifantasma.com/website/castello-abbandonato/ che ha degli interni davvero incredibili.

    Perché non riusciamo a recuperare questi tesori?

    Mi piace

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