Renzi, l’energia e il fracking

20140722-083034-30634568.jpg

Il capitolo energia è sempre un tema un po’ complesso da affrontare in Italia, Paese calcistico naturalmente tendente al tifo da stadio. Le ragioni di chi propone energie alternative cozzano violentemente contro chi vuole continuare a investire in quelle tradizionali (petrolio, gas e nucleare in primis), senza mai arrivare a punti di sintesi.

In un contesto simile diventa interessante quel che dice Renzi in questa intervista al Corriere della Sera:

“…Nel piano sblocca Italia c’è un progetto molto serio sullo sblocco minerario. È impossibile andare a parlare di energia e ambiente in Europa se nel frattempo non sfrutti l’energia e l’ambiente che hai in Sicilia e in Basilicata. Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o di South Stream, quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40 mila persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini…”

Avevo già avuto modo di commentare brevemente queste affermazioni, per pormi e porre alcune domande che avevano preso a ronzarmi in testa.

Prima di tutto, cosa dice esattamente questo “progetto sullo sblocco minerario”? Cosa intende dire quando parla di ambiente e energia non sfruttati in Sicilia e Basilicata? Intende i giacimenti di petrolio e gas, o con ambiente intende anche le energie green? Nel piano rientrano anche le attività estrattive nel Mare Adriatico, che la Croazia sta cercando di accaparrarsi? Per quanto riguarda le tante concessioni chieste per scavare pozzi nella Pianura Padana, probabilmente con la tanto discussa tecnica del fracking, si fa cenno anche di queste? E proprio sul fracking, come viene considerato in questo progetto di governo?

A preoccupare molti è proprio quest’ultimo punto, il fracking. Il boom energetico degli Stati Uniti, quelli che hanno promesso di darci il loro gas nel caso di problemi con le forniture russe, è dovuto proprio ai giacimenti di shale gas scavati con questa tecnica, tanto controversa da aver incontrato molte resistenze in Europa. E non giova di certo leggere certe cose, soprattutto i risultati della ricerca effettuata dalla Cornell University pubblicata su Science. Interessante questo pezzo:

“…Secondo l’Oklahoma Geological Survey, tra il 1990 e il 2008 non c’erano mai stati più di tre terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 3.0 in un solo anno. Nel 2013, però, sono stati ben 109. E dall’inizio del 2014 fino allo scorso giugno 238, più della California, che, libri di scuola alla mano, è notoriamente lo stato peggiore per sismicità. “È una contraddizione piuttosto forte” ha commentato Justin Rubinstein, responsabile del progetto sulla sismicità indotta della US Geological Survey (Usgs). Infatti, un’analisi statistica sul numero di terremoti in Oklahoma mostrerebbe che l’impennata non è riconducibile a cambiamenti naturali nella sismicità della zona, bensì alla fratturazione idraulica…”

Ma interessante è anche questo:

“…In molte zone estrattive, infatti, oltre ai pozzi da cui fuoriescono gas e petrolio, ci sono appositi pozzi nei quali viene pompata l’acqua di scarto perchè rimanga in profondità. Se la massa di acqua cresce, la pressione esercitata sulle rocce aumenta e genera movimenti tellurici che, in prossimità delle linee di faglia, possono scatenare veri e propri terremoti. È quanto sostengono i curatori di un articolo pubblicato tempo fa sulla rivista Geology, che attribuisce a questa ragione uno dei terremoti più violenti mai verificatisi in Oklahoma, quello di magnitudo 5,7 che il 6 novembre 2011 colpì la zona di Prague, al centro dello Stato…”

Anche in Italia si sono compiuti studi simili, il più famoso dei quali avviato dalla regione Emilia Romagna con la Commissione Ichese, che è stata molto criticata per diversi risultati contraddittori, tanto da portare Enzo Boschi, docente di Geofisica all’Università di Bologna ed ex presidente di Ingv, ha parlare di “Risultati non accettabili dal punto di vista scientifico” per quanto riguarda la correlazione fatta dalla Commissione fra terremoti e trivellazioni.

Il tutto mentre anche in Europa in dibattito è acceso, con nazioni come la Polonia che vedono comitati agguerriti bloccare i siti della Chevron scelti per l’esplorazione dello shale gas.
Certo, Renzi non ha fatto cenno all’utilizzo di questa tecnica per sfruttare i giacimenti di shale gas, ma visto che proprio quei giacimenti sono gli unici oggi a garantire immediati guadagni, è lecito supporre che il governo possa pensarci, anche se si tratta di una scelta che comporta molti rischi.

Da sottolineare, in ultimo, la reazione di Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che non da le colpe ai comitati o alla bassa percentuale di estrazioni, quanto alla mancanza di una politica energetica nazionale, aggiungendo che “…Il problema è il poco potere che si da alle Regioni, Provincie e Comuni che la Riforma del Titolo V della Costituzione sta contribuendo a diminuire sempre più…”. Una bocciatura del governo su tutta la linea, riforme comprese.

Il punto ora è capire cosa ne pensi Matteo Renzi, come vengano valutate queste cose dal governo. Si torna quindi indietro alla prima domanda, quella principe: cosa prevede questo piano sullo sblocco minerario? Questo potrebbe rappresentare un nuovo terreno di scontro non solo coi “tanti comitatini” (per dirla alla Renzi) sorti sul territorio, ma anche con molte regioni che hanno decretato uno stop su nuovi impianti di esplorazione e di trivellazione, o che al contrario vorrebbero più margini di manovra. Una patata bollente che rischierà di scottare qualcuno.

Annunci


Categorie:Politica

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: