Xenofobi loro malgrado

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Girando per il web è facile trovare testi uguali pubblicati su più profili, appelli o cose simili sui più disparati argomenti, alcuni dei quali in circolazione da anni. Uno degli ultimi che mi è capitato di vedere è questo:

Dal vocabolario: Xenofobia, ovvero paura del diverso, paura dello straniero.

Sono xenofobo, ho paura,….
e sono diventato xenofobo dopo essermi reso conto che per alcune culture la vita non ha valore, che per alcune etnie “morte agli infedeli” è un dogma da rispettare…

E quando loro vengono qui gli “infedeli” siamo noi, perchè in pochi anni tutta (o gran parte) della malavita organizzata è straniera, rumena, albanese e africana, perchè sono nato in un paese tranquillo, dove si dormiva con porte e finestre aperte, e l’arrivo di questi “ospiti” ha distrutto inesorabilmente questo clima, perchè dagli zingari non è mai sortito nulla di buono, e da molti dei loro conterranei neppure, e ho visto i loro figli sporchi e maltrattati chiedere l’elemosina e rubare, mentre i loro genitori ostentano denaro e proprietà, perché chi chiede di costruire moschee e templi non concede altrettanto nel loro paese, chi chiede di togliere i crocifissi nelle scuole dimostra intolleranza e poco rispetto per il paese che li ospita.

Perché da bambino sono sempre andato a scuola a piedi o in bicicletta, e detesto il fatto che i miei nipoti non possano fare altrettanto, perché non posso pensare che ogni donna, ragazza o bambina debba aver paura di chiunque incontri per strada, perché io non sono mai uscito di casa per rubare, uccidere e delinquere e vedo che per molti dei nuovi arrivati non è così.

Ho offerto ospitalità, ho offerto cibo, ho offerto disponibilità, ma per tutta risposta non ho visto nella quasi totalità degli stranieri impegno per integrazione e per ….IMPARARE I DOVERI …PRIMA DEI DIRITTI.

Sono xenofobo e non razzista!

Lo sono diventato, mio malgrado…

Un testo vecchio, come dimostra questa condivisione del 2012, che mira a nobilitare (diciamo così) la xenofobia, che non è semplicemente “paura del diverso, paura dello straniero”, ma ha un significato molto più complesso. Citando:

…Possiamo dire che la xenofobia, che non è solo il rifiuto dell’altro in quanto diverso ma anche in quanto costituisce una minaccia per i valori universali di cui ci si sente depositari, può essere superata se si rinuncia a proclamare la propria universalità e il particolarismo dell’altro, se si riconosce in se stessi come negli altri una mescolanza di universalismo e particolarismo…

Uno degli errori che commettiamo più di frequente è quello di considerare soltanto i nostri valori e le nostre tradizioni come quelle universali e positive, facendo risaltare quelle negative degli altri col solo scopo di marcare una linea di confine che divide noi (i buoni) da loro (i cattivi). Una divisione spesso religiosa prima che sociale o culturale perché, è sempre bene ricordarlo, la frase “morte agli infedeli” non è riconducibile a una etnia ma è associata solitamente al contesto di una religione, nello specifico dell’Islam.

Associazione tra l’altro impropria, frutto delle interpretazioni letterali delle scritture del Corano operate da imam più dediti ai problemi terreni del potere, piuttosto che a quelli spirituali dell’anima. Del resto anche per la religione cattolica un’interpretazione letterale delle Sacre Scritture genererebbe estremismi abbastanza beceri e violenti.

Ma la cosa più divertente di questo “appello” è il mix di attacchi a 360 gradi: arabi, zingari, albanesi, africani, tutti inseriti nel calderone dei cattivi. Addirittura colpevolizzati di essere totalmente, o in gran parte, responsabili della criminalità organizzata, in una visione talmente miope da sfiorare la più grande stupidità. Tralascio poi il resto, per non dilungarmi eccessivamente.

Lamentarsi che gli immigrati non imparino prima i doveri dei diritti, coccia fragorosamente contro la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una carta fondamentale che determina in modo chiaro i diritti di tutte le persone, diritti che vengono prima di ogni dovere. Forse per alcuni tale Carta ha un’importanza inferiore? Forse quando vedranno in pericolo per davvero i loro diritti, ne riscopriranno l’importanza. Per il momento si limitano un po’ ignorantemente a odiare.

Prima vennero per i comunisti
e io non alzai la voce
perché non ero un comunista.

Poi vennero per i socialdemocratici
e io non alzai la voce
perché non ero un socialdemocratico.

Poi vennero per i sindacalisti
e io non alzai la voce
perché non ero un sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei
e io non alzai la voce
perché non ero un ebreo.

Poi vennero a prendere gli zingari
e io non alzai la voce
perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e io non alzai la voce
perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero per me
e allora non era rimasto nessuno
ad alzare la voce per me.

(Parafrasi della poesia del pastore Martin Niemöller)

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Categorie:Riflessioni

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