NonRecensione – 61: Godzilla

20140617-073707-27427117.jpg

Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo Godzilla: guardando il trailer sembrava un tripudio di effetti speciali, qualcosa per cui valesse la pena andare a vederlo al cinema, ma la memoria correva all’altro remake di stampo americano del 1998, diretto da Roland Emmerich, in cui il mostro era un’enorme iguana modificata dalle radiazioni nucleari che veniva uccisa con un semplice attacco missilistico. Insomma, una roba che aveva ben poco a che fare con il Godzilla originale. Invece sono rimasto in parte felicemente sorpreso. Intanto, i voti: Mymovies gli assegna un 3,08/5; Comingsoon un 7,2/10; Imdb gli da un 7,2/10.

Il film parte raccontando di un disastro avvenuto in una centrale nucleare giapponese: un presunto terremoto rade quasi al suolo la centrale obbligando le autorità a evacuare tutta la città. In quel disastro muore la moglie de responsabile alla sicurezza della centrale, un americano che non si arrenderà alla versione ufficiale delle autorità che parlerà di un terremoto. Nel frattempo in una cava mineraria si era scoperto un fossile gigantesco, con due larve di organismi parassita, i cosiddetti M.U.T.O., di cui uno scappato tempo prima in mare aperto proprio verso quella centrale nucleare. Dopo un salto temporale di 15 anni ritroveremo lui ancora sulle tracce di quel misterioso occidente, il figlio ormai sposato e con una famiglia propria che vive negli Stati Uniti facendo il marines, ancora quelle stesse scosse, che condurranno padre e figlio nella città isolata da quindici anni. Qui verrano scoperti dalle autorità e portati in una base dove scopriranno i M.U.T.O., i motivi di quelle scosse e scopriranno anche l’esistenza di Godzilla, enorme dinosauro che come gli organismi parassita si nutre di energia nucleare. Il problema diverrà controllarli, dato che il M.U.T.O. andrà in cerca dell’altra larva femmina che si trova negli Stati Uniti per riprodursi, mentre Godzilla darà la caccia a entrambi i parassiti.

La trama è un poco contorta, sebbene rispetti molto più fedelmente l’originale Godzilla rispetto al remake prima citato del 1998. Questa maggiore fedeltà alla pellicola di Ishiro Honda gli vale molte critiche positive, sia nell’aspetto stesso del mostro sia nei poteri che gli vengono attribuiti. È infatti appartenente ad un’antica stirpe di dinosauri che si cibavano delle radiazioni nucleari presenti sulla terra, con un mantello fatto di scaglie resistenti a qualsiasi arma di origine umana e con un potente raggio nucleare che emette dalla bocca, generato da una ghiandola al plasma collegata al suo cuore. Tutte caratteristiche originali che vengono riprese nel film, comprese le pinne dorsali che si illuminano quando il raggio è pronto per essere scagliato.

Indubbiamente belli gli effetti speciali, così come la fotografia che rende perfettamente le atmosfere cupe delle violente lotte in atto. Godzilla che viene più moscato come un elemento di equilibrio darwiniano nella sua caccia agli essere parassiti, un gigantesco sistema immunitario naturale del pianeta che sfugge al controllo umano, come dice nel film lo stesso professor Serizawa: ”L’arroganza dell’uomo è pensare che la natura sia sotto il nostro controllo e non il contrario”. Interessante anche la sottotraccia di critica all’uso e abuso dell’energia nucleare, ben presente nella serie di film giapponesi su Godzilla, e qui fissata in una scena decisamente esplicita: quando l’ammiraglio Stenz, a bordo della Saratoga, ordina di attirare tutti e tre i mostri al largo di San Francisco per ucciderli con un missile nucleare, il professor Serizawa convinto che il piano non funzionerà mostra all’ammiraglio un vecchio orologio da taschino fermo. Quell’orologio era di un suo avo, morto per gli attacchi nucleari statunitensi contro il Giappone nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Buono il cast: Bryan Cranston è Joe Brody, responsabile della sicurezza della centrale nucleare; Juliette Binoche è Sandra Brody, sua moglie; Aaron Taylor-Johnson è Ford Brody, loro figlio; Elizabeth Olsen è Elle Brody, futura moglie di Ford; Ken Watanabe è il dottor Ishiro Serizawa, professore che studia e controlla Godzilla e i M.U.T.O.; Sally Hawkins è la dottoressa Wates, assistente di Serizawa; e David Strathaim è l’ammiraglio Stenz.

La regia è affidata a Gareth Edwards, al suo secondo film ma al primo assoluto con un budget così elevato. E nonostante la poca esperienza si è dimostrato, a mio modo di vedere, decisamente all’altezza di un remake che non snatura l’originale ma che lo aggiorna e lo attualizza lasciandone inalterate le caratteristiche principali. Sebbene sia un po’ lento nella prima parte, e molto più dinamico nella seconda parte (dove avvengono i combattimenti fra mostri) il mio voto finale è un buon 7,5/10.
Vi lascio non con una battuta del film, ma con la battuta di un amico sul film, che mi ha fatto sorridere:
”Godzilla è un archetipo junghiano, rappresenta il sublime dinamico kantiano e il dionisiaco nietzchiano”
Che abbia ragione lui?

Annunci


Categorie:Recensioni

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: