Pure per il M5s è anche colpa vostra

Capita di perdere le elezioni. Capita successivamente di dover capire perché si sono perse, una cosa che è sempre riuscita male tanto alla destra quanto alla sinistra. Ogni volta che si perdeva, la colpa era altrove: come non ricordare le tante recriminazioni della sinistra contro un elettorato che non la capiva?

L’ultima in ordine di tempo fu la mitica Chiara Geloni in riferimento alle elezioni del 2013 “vinte ma non vinte” dal Pd. Ma anche gli elettori del Movimento non sono da meno: giudizi sommari a cui si assommano analisi altrettanto sommarie, dove la colpa di una sconfitta elettorale non è mai dovuta a propri errori. Dopo tutto, se lo stesso Grillo dice che si è perso a causa dei pensionati, non ci si può aspettare molto di meglio. “Bisogna saper perdere” diceva una canzone, e nella politica italiana quasi nessuno sa farlo.

Ma io dico: se vuoi essere il nuovo della politica perché ne ricopi i ragionamenti? Davvero è colpa degli elettori che non ti hanno capito? Non ti sfiora che forse, ma forse eh, sei stato tu a non esser stato abbastanza chiaro? Non pensi che stavolta si sia urlato un po’ troppo? Non pensi che stavolta con gli insulti ci si sia spinti un po’ troppo in la? Non pensi, ad esempio, che dire “Se vinciamo andremo a Roma e circonderemo il palazzo di Napolitano può essere un po’ deleterio e può generare un effetto inverso nelle persone?
Ma niente: resta colpa degli altri, di elettori stupidi che non capiscono.

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Leggere che “il QI di milioni di italiani è come quello di un bambino” mi riporta alla mente quel “Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi”. Berlusconi pare aver davvero fatto scuola. Ma c’è anche chi supera di slancio queste cose:

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Credo non servano molte parole per commentare una cosa simile. Altra finissima analisi: noi vi abbiamo aiutato e voi, ingrati, non ci avete votato. Come se donare dei soldi a una popolazione vittima di un terremoto implichi che questa, obbligatoriamente, ti voti: non so, a casa mia questa cosa rientra nella casistica del voto di scambio, poi fate voi.

C’è anche chi non incolpa gli elettori ma tutto il mondo dell’informazione. Si tratta di Alberto Airola, senatore dei Cinque Stelle, che dice “La causa prevalente della nostra flessione è un sistema d’informazione che non informa i cittadini”, affermando che Renzi era sovraesposto mentre loro venivano praticamente denigrati. Lo dice, cosa curiosamente divertente, dopo che in questa campagna elettorale degli esponenti del Movimento (fra cui anche Grillo) sono andati in tv, per interviste o dibattiti in alcun talk show. Pensate quando nel 2013 non ci andavano e le tv parlavano di loro peggio di quanto fanno oggi.

L’altro giorno sembrava che Grillo e Casaleggio volessero inaugurare una nuova strategia basata più sul sorriso, sullo stare tranquilli evitando urla e minacce varie, quella dell’ormai famoso video del #VinciamoPoi. Un video ironico dove Grillo ammette chiaramente e nettamente la sconfitta, tra l’altro con una dose di dignità notevole. Certo, come detto già si scaricava la colpa della sconfitta sul fatto che i pensionati li avevano puniti senza accennare a una vera autocritica, ma almeno i toni si erano fatto più lievi. Ma deve esser durata davvero poco se già mercoledì lo stesso Grillo ha ricambiato rotta, con un nuovo post più in linea col vecchio stile.

Ed è di nuovo scontro totale, con gli stessi esponenti del Movimento che chiedevano un passo indietro di Grillo definiti come “miracolati della politica usciti allo scoperto”. Va beh, era stato lo stesso Beppe ad annunciare in pompa magna che si sarebbe ritirato (da cosa?) se avesse preso anche un solo voto in meno del Pd, ma pazienza. Anche in questo ha imparato in fretta dalla politica. Post che si conclude con un classico “tutto cambierà e ai partiti e ai loro media asserviti non resterà che piangere”. La svolta dei sorrisi è già archiviata.

E per alcuni non era nemmeno iniziata, vedasi ad esempio Nik Il Nero:

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Colpa del popolo, di quelli che si sono fatti fregare dagli 80 euro, dai vecchi che hanno votato contro quella speranza incarnata del Movimento. Anche qui le tracce di autocritica sono inesistenti. Si distribuiscono colpe con una facilità incredibile a tutti, meno che a se stessi. Soprattutto si cede all’accusa verso una parte dell’elettorato, e a me a questi fini analisti viene da dire una sola cosa: non avete proprio capito niente.

P.s.: Cerco di evitare commenti su questa analisi del gruppo M5s della Camera, che rientra nel filone “abbiamo perso ma non così tanto”, di bersaniana memoria. “È sbagliato affermare che abbiamo perso quasi 3 milioni di voti. Considerando un’affluenza alle Europee attorno al 58% contro il 75% delle Politiche dell’anno scorso, è come se avessimo perso poco meno di un milione di voti. Un calo, ma non l’emorragia di cui si favoleggia in queste ore.”
Calcoli percentuali arditi, roba che neanche nella Prima Repubblica. No, non ci hanno davvero capito niente.

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Categorie:Politica

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  1. Autocritica chi? – Iperattivo Categorico

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