Matteo Renzi e l’impegno sulle accise

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Solitamente gli automobilisti sono quella categoria perpetuamente tartassata che non si lamenta mai, o che lo fa abbastanza raramente, un po’ come pecore che si arrendono all’ineluttabile destino della tosatura. Aumentano i costi dei pedaggi, aumentano i costi dei carburanti, aumentano i costi delle assicurazioni, e loro sempre li, incazzati come bisce ma inclini ad accettare tutto, dato che spesso l’automobile è per loro fondamentale.

A inizio gennaio scrissi proprio un post in merito, in cui elencai gli aumenti dei pedaggi autostradali e gli aumenti delle accise sulla produzione degli oli lubrificanti e dei carburanti. Attenzione, non le accise che tutti conosciamo, quelle applicate al prezzo finale con scopi specifici (tipo quella per raccogliere fondi per il terremoto in Emilia), ma accise applicate ai costi di produzione. Tecnicamente non dovrebbero pesare sugli utenti finali, dato che sono aumenti di alcuni euro per mille litri di carburante, ma lo sappiamo tutti come vanno a finire queste cose.

Ecco, in questo desolato panorama di disperazione Matteo Renzi, ieri sera a Porta a Porta, ha lanciato un impegno. Non una promessa come si è affrettato a specificare, dato che (dice) quelle si possono fare solo quando si hanno in mano dati certi, e lui non li aveva ancora, ma l’impegno a rivedere tutte le accise che pesano sul prezzo finale dei carburanti. Cito parole sue, “Non è possibile si paghi ancora per la guerra in Abissinia”, e ha pienamente ragione.

Concretamente quindi, cosa potremo aspettarci? Non credo ad un intervento in tempi brevi, non voglio essere così ottimista, penso che probabilmente la questione potrà essere affrontata in autunno. E che guadagno potrebbe esserci? Ipotizzando, ad esempio, di togliere l’accisa sul terremoto nel Belice del 1968, quella sul terremoto in Friuli del 1976, quella sul terremoto in Irpinia del 1980, quella sulla guerra in Libano del 1983, quella sulla missione in Bosnia del 1996, con queste potremmo ottenere un risparmio di circa 31 centesimi al litro. Facendo riferimento al distributore vicino casa mia, in questo caso il gasolio passerebbe da 1,61 euro al litro a 1,30. Su un pieno da 60 litri il costo passerebbe da 96 euro circa a 78. E scusate se è poco.

Resta solo da vedere se Renzi manterrà l’impegno accennato ieri sera e se avrà modo di togliere qualcuna di queste tasse. Già con 30 centesimi in meno al litro il prezzo dei carburanti si allineerebbe a quello di altri Paesi europei, tipo la Francia, rendendo anche maggiormente competitivo il nostro sistema di trasporto merci su gomma. Io non solo ci spero, ma fisso con questo post le parole del premier per verificare se manterrà l’impegno. Fin’ora, bene o male, se non fatto ha quantomeno iniziato le cose che ha promesso di fare, vedremo se si ricorderà anche di questo.
Al limite, per sicurezza, posso sempre scrivergli una mail, giusto?

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Categorie:Politica

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