NonRecensione – 60: Grace di Monaco

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All’inizio ero dubbioso se vederlo o no ma, complice un’anteprima dei primi minuti del film vista in tv e le tante critiche piovute addosso a questo film, alla fine mi sono deciso per vederlo. Primo passo, i voti: Mymovies gli assegna un 2,07/5; Comingsoon un 6/10; Imdb un 5,7/10.

Il film narra di una parte della vita di Grace Kelly, agli inizi degli anni sessanta, circa sei anni dopo aver finito di girare il suo ultimo film e aver quindi sposato il Principe Ranieri di Monaco. Una vita difficile per lei, ingabbiata in un protocollo che non le permette la libertà di esprimersi che aveva in America, che la vede messa nel ruolo di madre e moglie devota. Tutto si incastra nella crisi che il Principato di Monaco ebbe nel 1962 con la Francia di De Gaulle, che arrivò a minacciare Ranieri di sottoporre il piccolo stato monegasco a un embargo se non avesse smesso di attrarre aziende francesi con la politica delle tasse zero. Nel frattempo Grace è tentata di tornare a fare un film con Hitchcock, cosa che desta scandalo aggravando la crisi. Ma alla fine sarà proprio Grace Kelly a risolvere la situazione, in un modo tanto audace quanto mediaticamente perfetto.

Il film non era sicuramente di facile realizzazione, vuoi per l’aura di mito che ricopre la figura di Grace Kelly, vuoi per i delicati equilibri che si pone l’obiettivo di narrare. Domina lungo tutto il film quella battaglia interiore della principessa, che la vede divisa fra il sogno di poter continuare a essere l’artista libera che era prima e la principessa piena di responsabilità e doveri che è diventata dopo il matrimonio. Doveri a cui dovrà far fronte, “imparando a recitare” il ruolo della principessa, incarnando un modello che verrà poi amato da tutti. Meravigliosi gli abiti di scena, così come le ambientazioni, un po’ forzata forse la fotografia, troppo tendente a dare quell’immagine patinata tipica delle riviste.

Buono il cast, che interpreta i ruoli in modo egregio: Nicole Kidman è Grace Kelly; Tim Roth è il Principe Ranieri; Frank Langella è Francis Tucker, prete di Monaco; Paz Vega è Maria Callas; Parker Posey è Madge, aiutante di palazzo; Milo Ventimiglia è Rupert Allan, responsabile dell’ufficio stampa della Principessa; Geraldine Somerville è la Principessa Antoinette, sorella di Ranieri; Nicholas Farrell è Jean-Charles Rey, marito di Antoinette; Robert Lindsay è Aristotele Onassis; e infine Derek Jacobi è il Conte Fernando d’Aillieres, che insegnerà a Grace tutti i segreti del protocollo, il portamento e la corretta dizione.

La regia è affidata a Olivier Dahan, e per quanto piacevole non spicca mai per grandi emozioni. Conserva di una tensione di fondo utile per far rivivere il dissidio interno di Grace, ma raramente riesce a andare oltre quello. Tutto sommato comunque è un film piacevole, esteticamente convincente: il mio voto è un 7/10.

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