La clonazione dei Saloni dell’Automobile

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Ogni tanto mi chiedo se le persone si buttino nei progetti con la consapevolezza di quello che fanno, oppure se lo fanno sulle ali di un’ingiustificata fantasia. Lo penso mentre leggo questa notizia, che riguarda l’Auto Show di Milano che dovrebbe svolgersi dal 13 al 21 dicembre: una manifestazione voluta da Alfredo Cazzola, ex patron della Promotor che ha organizzato il Motor Show di Bologna dal 1981 al 2006. Nel 2007 cedete tutta la Promotor (con relativi diritti per il Motor Show) al gruppo francese GL Events, che ha continuato a organizzare il salone fino al 2012, per poi annullare l’edizione del 2013 perché nessuna Casa si era resa disponibile per riempire i padiglioni espositivi. Un evento che era già in crisi, basti pensare che l’edizione del 2006 vide 1,2 milione di visitatori, mentre l’ultima edizione del 2012 ne ha visti soltanto 450.000: una crollo continuo che sa quasi di drammatico.

Dopo aver ceduto i diritti di quella manifestazione e esser uscito dall’ambiente automobilistico, Cazzola ha quindi deciso di tornare a organizzare una nuova manifestazione tipo Motor Show, stavolta a Milano. Peccato che lui stesso ammetta che ancora nessuno gli abbia dato conferma per riempire i padiglioni della Fiera di Rho. Dice che c’è ancora tempo, che attende risposte da diverse Case straniere, che è fiducioso, ma come riportato anche nell’intervista sopra linkata un articolo del Financial Times evidenzia come inizino ad esserci un po’ troppi saloni dell’automobile: in che modo allora questo potrà avere successo?

Tanto più che la GL Events, dopo aver annullato l’edizione del Motor Show di Bologna del 2013, è intenzionata a fare l’edizione del 2014 dal 6 al 14 dicembre, sempre in collaborazione con BolognaFiere. Ora: ha davvero senso creare due eventi pressoché identici a distanza di due settimane l’uno dall’altro, a distanza di meno di 200 chilometri? Non viene il sospetto che sia una sovrapposizione pericolosa e dannosa? Il Motor Show di Bologna è uno di quelli riconosciuti dall’OICA, l’Organizzazione Internazionale di Costruttori di Veicoli a Motore, e viene dopo i saloni di Tokyo e Los Angeles di novembre e prima del salone di Detroit a gennaio. Organizzarne una copia, sempre in Italia, ha quindi senso? Molte Case limitano la presenze nei maggiori Saloni proprio per gli alti costi da sostenere, organizzarne ben due uguali sembra una follia.

Tanto più che la stessa organizzazione del Motor Show di Bologna pose fine al Salone di Torino nel 2002, Salone di cui aveva acquisito i diritti, uno dei più vecchi dato che la prima edizione risale al 1900. E va ricordato che è proprio grazie a questo Salone che nacque nel 1933 l’idea di creare un Museo dell’Automobile, allora chiamato “Museo dell’Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia”, nome preso dal curatore del Salone, considerato uno dei musei più importanti al mondo. A questo punto perché non rivitalizzare un evento storico, piuttosto che creare un clone? Quale idea imprenditoriale c’è dietro questa operazione di sdoppiamento? Cazzola quale sostenibilità pensa abbia l’Auto Show di Milano? Sembrano domande che nessuno si è posto. Speriamo soltanto di evitare ennesime pessime figure.

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Categorie:Motori

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