I dolori del canone Rai

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Gira da qualche giorno sulle reti Rai la pubblicità promozionale sul servizio pubblico, con un claim molto provocatorio: “Alcuni italiani ritengono che il canone sia un tassa ingiusta, ma piuttosto che darci facili risposte poniamoci le giuste domande! Quanto paghiamo? Quanto evadiamo? In quanti la guardano? Il Canone più basso, l’evasione più alta, gli ascolti migliori”.

Ne parla ampiamente TvBlog in questo articolo, dove è possibile vedere il video e leggere alcuni dati. Su tutti quello dell’evasione del canone: sui dati del 2010 si stima un’evasione media del 40% degli abbonati: praticamente quasi la metà degli utenti non paga il canone. Anche per questo, ma assolutamente non solo per questo, le polemiche sono ormai al calor bianco fra Renzi e la stessa Rai, per via di quei 150 milioni di tagli richiesti dal governo. In merito al canone, posto un’interessante infografica:

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Effettivamente, su 16 nazioni europee in cui si paga il canone l’Italia è tredicesima, fra quelle cioè col canone più basso. E anche contanto percentualmente quanto incide il canone sul reddito medio annuo di un cittadino, l’Italia risulta in basso in classifica, cioè al dodicesimo posto. Numericamente, insomma, ha ragione lo spot Rai: canone più basso rispetto all’estero. Il grosso delle polemiche sul canone da parte di cittadini e associazioni però non riguardano semplicemente il costo, quanto il costo rapportato alla qualità del servizio, giudicato da molti come molto scadente, e il costo rapportato ai ricavi pubblicitari, giudicati da molti come ampiamente sufficienti per il sostentamento della Rai.

Intanto per il nodo evasione la stessa Rai è tornata a chiedere che la riscossione avvenga in collegamento con le bollette dell’energia elettrica, cosa che ha comunque indispettito le associazioni dei consumatori e gli stessi cittadini, in larga parte dell’idea che il canone andrebbe semplicemente abolito. Richiesta, quella della Rai, che aveva incontrato il favore di Delrio ma che al momento è stata di nuovo accantonata. Comunque le motivazioni di un’evasione così alta sono spiegate qui:
Il 36% non paga il canone “perché c’è la pubblicità sulla TV pubblica”, il 31% “per la scarsità dei controlli e la percezione che se chi evade non viene punito”, il 24% “per la scarsa qualità dei programmi e la troppa presenza della politica in TV”; il 9% “perché non ha soldi”.

Alla fine mi permetto un’unica riflessione un po’ provocatoria: ma in un contesto di battaglia per la legalità portata avanti senza quartiere da molti soggetti (persone, movimenti, partiti), come si inserisce l’evasione del canone? È davvero qualcosa di cui si vuole intervenire, o in questo caso il termine legalità serve solo a riempirsi la bocca?

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Categorie:Attualità, Politica

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