La Milano di Expo per il cambiamento

20140512-075631.jpg
La locandina sopra si riferisce a un evento organizzato domenica mattina a Milano, un incontro per parlare di Expo in un momento in cui Expo è esposta a feroci critiche dopo gli arresti di qualche giorno fa. Un incontro organizzato dal Partito Democratico di Milano e composto principalmente dai candidati alle elezioni europee e da politici democrats, con l’aggiunta di un ospite: l’imprenditore Oscar Farinetti. Ho ascoltato quasi tutto l’incontro, cogliendo alcuni spunti interessanti ma anche tante banalità già sentite molte volte.

La parte del leone l’ha fatta proprio Farinetti, ricordando come Milano abbia ottenuto l’Expo anche grazie all’appoggio di Carlin Petrini di Slow Food, ricordando il loro progetto dei 10.000 orti in Africa, che vedrà la sua conclusione nel 2016. Ha parlato di cosa farà Eataly a Expo e poi ha toccato una nota dolente nel campo del cibo, nel campo agroalimentare: l’incapacità di far conoscere e di commercializzare i nostri prodotti fuori dall’Italia. Dice: certo, abbiamo Eataly che ha punti vendita all’estero, ma rispetto a colossi francesi come Carrefour o Auchan il confronto è improbo. E di conseguenza si è arrivati alla seconda italica nota dolente: l’incapacità di fare sistema per portare le nostre eccellenze all’estero.

Dice poi che la politica deve essere poesia, deve essere sogno, deve essere utopia. Deve puntare in alto, facendo uno scatto su argomenti alti. Ma, pragmaticamente mi domando: quali sono questi argomenti alti? Vengono spesso evocati, raramente esposti, quasi mai usati. In generale restano oscuri, utili solo da evocare.

Tocca poi al ministro dell’agricoltura Martina, che in merito ai recenti arresti parla della necessità di uno scatto verso la legalità non solo del pubblico, ma anche del privato. Parla di come i Paesi che in questi anni hanno organizzato Expo si siano ricollocati in un’ottica globale, una cosa che dovrebbe fare Milano, sfruttando al massimo questa opportunità. Sarà successivamente la Mosca a citare anche lei l’Expo in Cina, dove i padiglioni esistono tutt’ora e sono diventati tappa turistica.

Afferma che i problemi della ricettività dei visitatori verranno affrontati. Restando alla Cina, dice che non abbiamo una compagnia di bandiera che fa quelle tratte, ma abbiano un network di altri vettori che lo faranno. Un modo elegante per dire che Alitalia è ormai morta o relegata a un ruolo regionale?

Conclude parlando anche dell’occasione di avere qui tanti paesi, ad esempio dell’Africa, che non solo esporranno loro stessi ma che saranno anche affamati di idee, tecnologie, progetti. Fa l’esempio della catena del freddo, in cui (dice) noi abbiamo ampie conoscenze. Ma cita anche la Cina, che avrebbe chiesto a noi informazioni su come organizzare la filiera dei controlli di qualità sul cibo.

Alessia Mosca parla invece della necessità della legalità, parla della necessità di recuperare quel senso di solidarietà che si è un po’ perso. Dice che l’Europa è ciò che noi vogliamo che sia, non è un’imposizione di altri, ma allora mi chiedo perché si sia voluta trascurare quella solidarietà prima evocata: sembra un ammettere le colpe della politica europea.

Dalla Chittó, sindaco di Sesto San Giovanni, parte (quasi involontariamente) uno spunto: fa l’esempio del festival del libro di Mantova, che nato dalla volontà di alcuni librai è diventato un appuntamento importante e molto seguito. Sembra quasi un invito implicito a pensare, dopo Expo, a una specie di fiera dell’agroalimentare e della nutrizione.

I restanti partecipanti parlano di soliti argomenti, importanti ma interessanti fino a un certo punto quando li si sente ripetere spesso: necessità di più Europa, necessità di utilizzare meglio i fondi europei (oggi sfruttati per poco più del 50%), necessità di restare nell’Euro.

Alla fine, oltre alle solite rassicurazioni sul fatto che Expo si farà e che non ci saranno ritardi nella preparazione delle infrastrutture, non si sono dati grandi spunti. A parte l’intervento di Farinetti, e qualche sprazzo degli altri, l’incontro non è stato così interessante come mi sarei aspettato. Si è anche parlato molto poco dell’attualità di Expo, con praticamente un’unica battuta sull’argomento fatta dal ministro Martina riguardo allo scatto verso la legalità, riportata sopra. Forse un po’ poco, viste le enormi preoccupazioni sollevate da questa vicenda.

Restano molte nuvole attorno a Expo, e parecchi dubbi riguardo la sua riuscita. I presenti, come tutto il Pd, erano molto Expo-ottimisti, quindi pare anche logico che distribuissero rassicurazioni a tutto andare, e la speranza che hanno tutti è che davvero possa andare tutto per il meglio. Se disgraziatamente così non fosse, il danno per l’Italia sarebbe davvero devastante.

Annunci


Categorie:Politica

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: