La stampa e il potere

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Spesso ci lamentiamo dei giornali e dei giornalisti, sempre pronti (a detta di alcuni) a “scodinzolare ai piedi del potente di turno, a volte compiendo veri e propri ribaltamenti delle idee espresse. Ed è sentore comune che questo fatto sia peggiorato ultimamente, dando implicitamente il permesso ad alcuni di urlare contro “un’informazione di regime che sta piegata davanti al potere”.
Ma siamo davvero peggiorati così tanto rispetto al passato?

Quasi per caso mi passa sotto gli occhi questo pezzo di Jacopo Giliberto, che parla proprio di giornalismo. Ma nel 1815. Si limita a elencare, in rigoroso ordine cronologico, i titoli che il giornale francese “Le Moniteur Universel” dedica a Napoleone, partito dall’Isola D’Elba con l’intenzione di tornare a Parigi per riprendersi il suo impero. Ve li copio.

9 marzo
L’anthropophage est sorti de son repaire
(L’antropofago è uscito dal suo covo)

10 marzo
L’ogre de Corse vient de débarquer au Golfe-Juan
(L’orco della Corsica pronto a sbarcare a Golfe-Juan)

11 marzo
Le tigre est arrivé à Gap
(“Truppe avanzano da tutti i lati per fermare la sua marcia. Finirà la sua miserabile avventura vagabondando fra i monti”)

12 marzo
Le monstre a couché à Grenoble
(Il mostro ha dormito a Grenoble)

13 marzo
Le tyran a traversé Lyon
(“Paura e terrore al suo apparire”)

18 marzo
L’usurpateur a été vu à soixante lieues de la capitale
(L’usurpatore è stato visto a sessanta leghe dalla capitale)

19 marzo
Bonaparte s’avance à grands pas, mais il n’entrera jamais à Paris
(Bonaparte avanza a grandi passi ma non entrerà mai a Parigi)

20 marzo
Napoléon sera demain sous nos remparts
(Napoleone domani sarà sotto ai nostri spalti)

21 marzo
L’Empereur est arrivé à Fontainebleau
(L’Imperatore è arrivato a Fontainebleau)

22 marzo
Sa Majesté Impériale a fait son entrée hier au Château des Tuileries, au milieu de ses fidèles sujets
(Sua Maestà Imperiale ha fatto il suo ingresso ieri nel Palazzo delle Tuileries in mezzo ai fedeli sudditi)

Insomma: pare proprio che l’abitudine a seguire il più forte sia ben radicata anche nel passato. Chissà cosa potrà accadere un domani, nel caso in cui al potere arrivino quanti oggi incolpano la stampa del poco spazio o del pessimo trattamento ricevuto. Nel caso diventino loro il “potente da seguire”, si lamenteranno ancora?

P.s.: Si, i mezzi di informazione spesso sbagliano e io non voglio essere tout court il loro difensore. Tra l’altro non sarebbe neanche un ruolo per me interessante. Mi limito, non senza una punta di divertimento, a osservare come certe dinamiche siano sempre esistite e, volenti o nolenti, sempre esisteranno. Il sistema dell’informazione è sicuramente migliorabile, e occorre continuare a spostare l’asticella della qualità sempre più in alto per richiedere sempre maggiore qualità e maggiore equità, ma attenzione alle critiche continue: basta veramente poco a passare dal ruolo di dissidenti a quello dei potenti di turno.

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Categorie:Riflessioni

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