NonRecensione – 55: Noah

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Ci sono film che vai a vedere carico di speranze, di aspettative, da cui ti aspetti una grande visione. Film che pensi ti stupiranno non solo per gli effetti speciali o le ambientazioni, ma che ti facciano sentire rapito per intensità e potenza narrativa, specialmente quando raccontano episodi biblici. E invece, scopri solo una grande delusione. Ma iniziano dai voti: Coningsoon gli assegna un 6,8/10; Mymovies un 3,24/5; Imdb un 6,5/10.

La storia è quella del diluvio biblico, con Noah che viene incaricato da Dio di costruire questa arca su cui salvare tutte le specie animali e i soli membri della sua famiglia. Parte da un Noah piccolo, che assiste all’assassinio del padre, e lo si vede poi cresciuto, con dei bambini piccoli, intento a crescerli secondo i dettami di Dio in un mondo che pare aver voltato le spalle a Dio, fatto di violenza, soprusi, egoismi e chi più ne ha più ne metta.

Va detto che oltre a dei paesaggi mozzafiato e a degli effetti speciali ottimamente confezionati, ci sono delle imprecisioni un po’ grossolane nella storia, come il fatto che solo uno dei tre figli venga imbarcato con la rispettiva moglie, mentre gli altri due sono soli. La storia racconta che tutti e tre vennero imbarcati con la rispettiva moglie, anche perché si narra che poi, finito il diluvio, da loro tre si sarebbero create la varie discendenze delle popolazioni attuali.

Curioso poi il fatto che venga rappresentato un Matusalemme (nonno di Noah) dotato di poteri magici, o che si narri di un infiltrato nell’arca, uno dei cattivi che il diluvio doveva spazzare via, fino a mostrare combattimenti in cui il Noah/Russell Crowe si fonde in una specie di misto fra Il Gladiatore e Robin Hood. Una rappresentazione che sa più di fantasy stile Signore degli Anelli piuttosto che di biblico.

Il cast è di grandi nomi: Russell Crowe è Noah; Jennifer Connelly è Naameh, sua moglie; Ray Winstone è Tubal-Cain, re degli uomini ribelli; Emma Watson è Ila, ragazzina salvata da Noah che diverrà moglie di Sem; Logan Lerman è Cam, figlio di Noah; Douglas Booth è Sem, altro figlio di Noah; Leo McHugh Carroll è Jafet, terzo figlio di Noah; Marton Csokas è Lamech, padre di Noah; e infine Anthony Hopkins è Matusalemme.

La regia è affidata a Darren Aronofsky, e tutto sommato è abbastanza lineare, non l’ho mai trovata particolarmente incisiva o interessante. Alla fine il mio voto è uno striminzito 6/10, dovuto anche alla noia che per lunghi tratti ha accompagnato questa visione.
Se non lo avete ancora visto, potete tranquillamente evitarlo.

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