Cristiani per Tsipras?

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A volte leggi cose che ti lasciano sbalordito. Cose che ti lasciano così tanto perplesso, da farti insinuare il dubbio che non siano vere, che siano piuttosto delle prese in giro, dei divertissement di qualche buontempone in vena di scherzi. E più vai avanti a leggere, più resti perplesso. Per dire: come restereste a leggere un articolo di una formazione politica di estrema destra che chiede il voto agli immigrati, sapendo che gli stessi immigrati sono stati bersaglio di critiche ad ogni piè sospinto da parte di questa stessa formazione politica? Non sarebbe un incredibile e meraviglioso cortocircuito totale?

Ecco, anche se molto più in piccolo, è la stessa sensazione che ho avuto io leggendo questo articolo apparso sul sito de L’Altra Europa con Tsipras: una specie di leggero senso di smarrimento di fronte ad un appello al voto dei cristiani. Già, la sinistra che più sinistra non si può, fa un appello per conquistare il voto dei cristiani, magari quelli che solitamente già considerano il Partito Democratico come troppo estremista. Ne ha parlato anche Davide Piacenza sul suo blog, in un breve pezzo molto divertente.

L’articolo è una lunga lista di recriminazioni verso la finanza mondiale, rea di aver provocato la crisi, e di accuse alle banche, al Fondo Monetario Internazionale, agli Stati Uniti, alla Banca Centrale Europea, all’Europa, le lobby finanziarie, tutti colpevoli di aver pensato soltanto a salvare le banche senza preoccuparsi dei cittadini. Definiscono l’euro “…una ghigliottina al servizio delle imprese più forti per decapitare quelle più deboli…”, ipotizzando che l’Europa Unita dovrebbe frenare i paesi più forti e rafforzare quelli più deboli. Della serie: per far apparire un cavallo lento più veloce, faccio prima ad azzoppare il mio cavallo migliore. Poco sensato come ragionamento.

Chiedono che l’Europa smetta di “…essere ostaggio di banche, assicurazioni, e ogni altro genere di multinazionale, per farla diventare paladina della pace, del creato, della dignità del bambino, del disoccupato, dell’anziano, dell’ammalato, del rifugiato, del senza casa, del senza scuola, del senza futuro…”. Richieste nobili, come nobile è la richiesta che questo cambiamento parta dal basso, dato che interessa ciascuno di noi (anche se personalmente le “rivoluzioni dal basso” le considero una specie di utopia). Molto meno nobile, e molto più divertente, è il loro chiedere il voto ai cristiani: gli stessi cristiani che hanno accusato di non volere il matrimonio omosessuale, di non volere una legge sul fine vita, di non volere l’adozione per le coppie omosessuali, che hanno accusato di difendere i privilegi della Chiesa o di minimizzare gli scandali che l’hanno coinvolta. Va bene che per guadagnare qualche voto in più si è disposti a fare di tutto, anche a strumentalizzare la religione o le parole di un Papa, ma qui si rischia di rasentare l’ipocrisia.

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Categorie:Politica

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