Forza Italia: una bomba a orologeria

Alla fine il tanto temuto giudizio è arrivato, la data che (dicevano) temuta da Berlusconi ha portato il suo giudizio: il sostituto procuratore generale, Antonio Lamanna, ha dato parere favorevole alla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali di Silvio Berlusconi, all’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano.

La decisione finale verrà depositata fra un minimo di 5 e un massimo di 15 giorni, e allora sapremo anche quali possibilità verranno lasciate all’ex Cavaliere di fare politica. Ma in tutto questo, come si muove l’elettorato di Forza Italia? Iniziamo da qui:

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Per oltre i due terzi degli elettori di Forza Italia il leader è e resta Silvio Berlusconi, percentuale che cala tantissimo se si espande a tutti gli elettori di centrodestra: il dato passa dal 76% al 49%. Lo vedono invece indebolito il 21% degli elettori del partito, mentre ben il 43% degli elettori del centrodestra: a pesare su questo dato è anche la divisione con l’Ncd e, forse, una capacità di incantare le masse che sta ormai venendo meno. Come si può facilmente osservare, non è più il Berlusconi di un tempo, e le continue fibrillazioni nel suo partito testimoniano questa situazione che naviga verso l’incertezza.

E se Berlusconi dovesse scegliere di smetterla con la politica, o fosse costretto a farlo?

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Qui gli elettori di Forza Italia praticamente si dividono: il 40% continuerebbe a votare lo stesso il partito, mentre il 43% subordinerebbe il suo voto a seconda di chi diverrebbe leader. Della serie, posso ancora votarvi, ma non accetto chiunque al comando. E qui si innestano tutti i problemi di una successione annunciata da anni, ma che non si è mai concretizzata in un nuovo leader. Tempo fa sembrava dovesse esser Alfano, ma lo strappo dello scorso anno ha fatto saltare tutto.

Resta poi un 8% che migrerebbe a votare Fratelli D’Italia, mentre un 6% andrebbe a rimpolpare le fila degli elettori della Lega Nord. In generale, sommando quanti andrebbero via e quanti rischierebbero di non votare nel caso non gli vada bene il nuovo leader, abbiamo che Forza Italia vede a rischio quasi il 60% dei propri elettori. Se si verificasse uno scenario simile, sicuramente il più infausto e negativo, la débâcle sarebbe pressoché totale.

Tutto questo a meno di due mesi dalle europee, con una campagna elettorale ancora tutta da organizzare e da fare, e col rischio di ritrovarsi battuti non solo dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, ma addirittura risucchiati verso il basso.

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Come si vede da questo sondaggio, il Pd risulta saldamente in testa col 34,3%, con il M5s secondo con il 23% mentre Forza Italia resta terza, intorno al 20%. Nella scenario negativo che vedrebbe un dimezzamento dell’elettorato, il partito cadrebbe fino al 10% dei consensi, un dato bassissimo mai raggiunto, che probabilmente decreterebbe la fine di Forza Italia.

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