La Pompei di Beppe

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A volte condivido alcune idee o prese di posizione di Grillo, altre volte semplicemente non le condivido perché ho un pensiero differente, e alcune volte, fortunatamente rare, trovo che alcune cose che dice siano castronerie abbastanza grossolane. In questo post apparso ieri sul suo blog, lo vediamo a Pompei mentre parla delle pietose condizioni in cui è lasciato quel sito archeologico, del rischio che un patrimonio tale venga completamente perso, delle gravi colpe della politica che non riesce a preservare questo immenso tesoro.

Però. Però parlare di “…Romani che avevano già inventato tutto…” In relazione a ciò che c’era a Pompei fa un po’ sorridere. Loro, una volta conquistata la città, le diedero un ulteriore impulso di sviluppo, ma sostanzialmente la città era già formata e realizzata, grazie alle influenze greche e sannitiche.

Così come la parte degli appalti: “…Non facevano appalti per le saune, appalti per bere e appalti per mangiare. Che civiltà…”. Non so da dove abbia tratto questa idea, ma nell’Antica Roma c’erano eccome gli appalti, per tutto ciò che concerneva la gestione di qualcosa di pubblico. In questo stralcio di libro presente su Google Books (“Storia Illustrata di Roma Antica, dalle origini alla caduta dell’Impero”, Giunti Editore) viene spiegato:
“…Dal termine Publicum (bene o proprietà dello stato, entrata dello stato), assumono il nome di pubblicani quei facoltosi cittadini (i senatori sono interdetti per legge dalla partecipazione ai pubblici appalti) che vincono un’asta di pubblico appalto ottenendo dai censori il contratto con lo stato. I pubblicani, che costituiscono delle società finanziarie, si impegnano a versare allo stato la cifra concordata, mentre trattengono la somma eccedente.
Per la riscossione si servono dell’opera di numerosi schiavi e liberti. Non è difficile comprendere come spesso l’azione dei pubblicani si trasformi in sfruttamento rapace, abusi e malversazioni ai danni dei contribuenti, in particolare nelle provincie.
Qui il potente ceto finanziario contribuisce al fallimento di intere comunità, a causa di prestiti per il pagamento dei tributi, concessi a interessi molto elevati…

Se non bastasse c’è anche questo capoverso:
“…Essi [i pubblicani] acquistano potere economico e influenza politica poiché, in mancanza di un sistema di amministrazione statale, detengono il monopolio dei contratti di appalto per le forniture militari, la riscossione delle imposte, lo sfruttamento di miniere, saline, pascoli, terreni arabili del demanio, la costruzione e la manutenzione di edifici pubblici…”

Insomma, direi che il sistema degli appalti esisteva eccome. Così come già allora esistevano problemi di abusi finanziari, ma questo è tutto un’altro discorso.

Chiudo con una piccola curiosità: Grillo dice che “…Manca il senso del rispetto, ecco! Ma come si fa? Allora seppelliamo tutto e speriamo che tra mille anni ci sia una tecnologia straordinaria che auto-riparerà il mosaico da solo. Così non si sopravvive…”, e forse involontariamente cita quel Michele Di Salvo che ha recentemente messo fra i “giornalisti del giorno”. Ecco, Di Salvo il 4 marzo sull’Unità scriveva queste cose:

“…Io vi chiedo un atto di umiltà – atto innaturale per queste generazioni che non conoscono il valore pedagogico della sconfitta – e di seppellirla. E del resto la “Pompei dell’età del bronzo” quella che è stata definita “La Pompei della Preistoria. La Venezia del Sarno.” è già stata riseppellita. Unico modo per preservarla…

[…]

…Facciamo un atto di umiltà con un’eredità da lasciare ai nostri pronipoti.
Lasciamogli qualcosa che sia degno di essere ricordato, una lezione autentica, una lapide da lasciare sugli scavi ricoperti: “se non sarete capaci di averne cura, non siate arroganti e presuntuosi, qui potrà scavare solo chi sarà in grado di mantenere e preservare…”

Dato che ormai si occupa di politica Grillo potrà usare una scusa molto in voga proprio fra i politici: avrà “preso spunto” a sua insaputa.

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Categorie:Attualità, Politica

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1 reply

  1. Grande Michele,quando si dimostra che la cultura non e’ un “opzional” e anche chi parla parla (ancheavanvera) dovrebbe studiare , o avere l’umilta’ di farsi informare da chi ha studiato.. Oltre a essere diventato “noioso/ripetitivo”che non sa più’ a cosa attaccarsi Grillo dimostra ,sopratutto la sua brutale ignoranza !

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