Alfa Romeo 4C: un boom positivo anche per l’occupazione

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Spesso parlando dell’industria automobilistica siamo abituati a sentire notizie pessime: vendite in caduta libera, stabilimenti di produzione che chiudono, operai che vengono lasciati a casa in cassa integrazione o addirittura licenziati. Ma non ci sono solo notizie negative da raccontare, e oltre ai timidi segnali di ripresa del mercato dell’automobile in Europa, ci sono anche alcuni segnali incoraggianti riguardo la produzione industriale qui, in Italia. Certamente si tratta di piccole cose, che comunque contribuiscono a creare ottimismo.

Mi riferisco a a questa notizia apparsa sull’inserto Motori de Il Messaggero, dove si parla del successo che sta riscontrando la nuova Alfa Romeo 4C. Si parla di stime di produzione annua ampiamente superate, che addirittura vanno verso un raddoppio rispetto alle stime fatte inizialmente, cosa che avrà una ricaduta positiva sul piano occupazionale. Infatti nello stabilimento di Modena della Maserati, dove la 4C viene assemblata, verrà istituito un secondo turno di lavoro con la creazione di 100 nuovi posti di lavoro, che andranno ad aggiungersi ai 600 attuali. Posti, sottolineo, che saranno destinati ai cassaintegrati del Gruppo Fiat delle fabbriche di Cassino, Mirafiori e Melfi, chiamati inizialmente per un periodo di lavoro di 6 mesi.

Come spiega William Manfredini della Uilm Modena, l’idea di utilizzare operai in cassa integrazione è buona, e si spera che questi posti di lavoro diventino stabili. Una vera boccata d’ossigeno per quelle persone che sono state lasciate a casa. A questi, vanno aggiunti però degli altri posti di lavoro da parte di un’altra società che fornisce le scocche in carbonio della 4C: si tratta della Adler di Airola, in provincia di Benevento. La Adler ha aperto circa un anno fa con 150 dipendenti, tenendo un ritmo di produzione di circa 7 scocche al giorno. Poi, grazie a dei fondi della Regione Campania e alla collaborazione con l’azienda inglese AmberComposite, hanno implementato l’industrializzazione del processo di lavoro che era esclusivamente artigianale e fatto tutto a mano, e hanno potuto dare il via a 80 nuove assunzioni, anche qui pescando principalmente fra i cassaintegrati del gruppo Fiat. Assunzioni fisse, a tempo indeterminato, come conferma il proprietario della Adler Paolo Scudieri, anche in previsione di un futuro aumento della collaborazione proprio con l’Alfa Romeo.

Adler che è una grande (anche se a molti sconosciuta) azienda italiana, con numeri che sono davvero importanti: 58 stabilimenti in 19 Paesi diversi, 7 centri di ricerca e sviluppo che ricevono un investimento annuo del 4% del fatturato, 28 brevetti depositati, 9.000 dipendenti e 1 miliardo di fatturato, con un parco clienti di assoluto prim’ordine. Un ottimo esempio di come ricerca e sviluppo e produzione di qualità siano requisiti fondamentali per poter affrontare in maniera vincente la crisi: se più imprenditori considerassero maggiormente questi aspetti, probabilmente molti problemi industriali verrebbero felicemente risolti.

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Categorie:Motori

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