Abbassateci le tasse

Spesso su alcuni argomenti politici di sente un clamore gigantesco, come se rappresentassero un problema che non fa vivere sereni i cittadini. Alcune questioni vengono poste e raccontate in modo così drammatico che si è portati a pensare che siano le priorità che i cittadini hanno, quelle su cui chiedono al governo di intervenire per prima. Ma è davvero così?

Intanto vediamo in che condizioni vivono le famiglie italiane:

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Questo specchietto ci spiega come la crisi ha colpito in Italia: quasi il 60% delle famiglie ha un potenziale di spesa basso, ovvero fatica a comprarsi lo stretto necessario o addirittura non riesce ad acquistare nemmeno quello. I primi sono il 40% del totale, famiglie che non sarebbero in grado di affrontare nessuna spesa imprevista, che anche solo un passaggio da un dentista sarebbe fonte di problemi economici. Non è un mistero come molti cittadini rimandino diverse cure mediche, tirando a campare. Non esattamente un bel modo di vivere.

Il 18% invece fatica anche a prendersi lo stretto indispensabile: sono i poveri, in drammatico e costante aumento. Sono ad esempio quei pensionati che frugano fra i bidoni dei mercato rionali per recuperare quella frutta e verdura un po’ ammaccata buttata via dai venditori.

Poi ci sono quelli dal consumo potenziale medio: il 37% dichiara di potersi permettere ciò di cui ha bisogno e di avere la possibilità di togliersi qualche sfizio extra, mentre solo il 5% dichiara di potersi permettere quello di cui ha bisogno e al contempo di poter sostenere diverse spese extra. È emblematico come meno della metà della popolazione sia di quel gruppo di persone che potremmo definire benestanti, mentre ormai la maggioranza della popolazione è composta da persone che faticano ad arrivare a fine mese.

In queste condizioni, ecco quali sono le loro priorità politiche:

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Al primo posto, e in crescita, c’è la richiesta di un abbassamento delle tasse: era già la prima voce a febbraio, è addirittura cresciuta in marzo. In questo, la scelta di Renzi di tagliare Irpef e Irap è assolutamente logica e razionale, oltre che (quasi) dovuta per una popolazione che ormai ha quasi la gola bruciata a furia di urlare la propria disperazione.

La seconda priorità con il 39% sono i tagli agli sprechi della pubblica amministrazione, e anche in questo campo il governo pare intenzionato a fare sul serio, con tutta una serie di tagli e dismissione che hanno l’obiettivo di contrarre sensibilmente il costo della macchina pubblica.

Terza priorità con il 32% sono gli investimenti per la crescita e lo sviluppo. Un campo difficile questo, in cui illustri predecessori di Renzi hanno fallito, e su cui questo governo misurerà la propria forza e la propria credibilità.

Da notare come la riforma costituzionale sia prioritaria solo per il 25% degli intervistati, mentre una nuova legge elettorale lo sia solo per il 20%. Ancora più in basso il cambiare la riforma Fornero e addirittura in fondo la lotta alla corruzione, altro grave problema che sottrae veri e propri fiumi di denaro alla pubblica amministrazione.

Ora: lungi da me voler stabilire che alcuni problemi siano secondari e possano essere tralasciati, non è affatto mia intenzione, anche perché considero questo Paese talmente bisognoso di profonde riforme che ogni singola scelta è la sua dose di priorità. Ma, sarà brutto dirlo, per molti cittadini alcune cose risultano più prioritarie rispetto ad altre. Per chi fatica a fare la spesa sarà più importante vedersi tagliare qualche tassa che veder varata una nuova legge elettorale. Per chi fatica a curarsi sarà prioritario avere qualche soldo in più per curarsi (ad esempio) i denti rovinati, piuttosto che vedere abolito il Senato.

Ripeto, sono tutte riforme necessarie per rendere più efficiente e funzionale la macchina statale, e di conseguenza per avere dei risparmi nel monte del totale della spesa pubblica, ma non va dimenticato che prioritariamente i cittadini chiedono altro, vogliono altro, hanno disperatamente bisogno di altro. Renzi, con le prime azioni varate nel suo piano ha dimostrato di saperlo e di tenere in buona considerazione queste richieste. Si spera che questi interventi non siano semplicemente spot elettorali ma rappresentino un primo passo verso un vero e tangibile miglioramento della qualità di vita per tutti i cittadini.

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