Riflessioni sparse sulla crisi in Ucraina

20140314-082006.jpg
Della crisi in atto in Ucraina e in Crimea si scrivono e si dicono molte cose, che non mi interessa state qui a ripetere per l’ennesima volta. Ne parlano tutti diffusamente, aggiungere un’altra voce sarebbe inutile. Voglio solo aggiungere un paio di informazioni, dirette e indirette, che possono dare qualche spunto di riflessione.

Il primo è questa notizia apparsa in rete che annuncia come mercenari Usa siano arrivati in Ucraina, per dare man forte al nuovo governo di Kiev. Gli interessi strategici statunitensi verso quest’area non sono nuovi, quindi non stupisce che ci sia un interessamento così diretto, tanto da mandare contractors privati: un primo passo prima dell’arrivo del vero e proprio esercito?

Secondo spunto è questa analisi sull’imbarazzo cinese per la crisi ucraina: si stigmatizzano gli interventi esterni supportando l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma al contempo si accusa l’occidente di ingerenza, di voler sottrarre l’Ucraina dalla storica sfera di influenza russa. La Cina, va ricordato, sebbene non compaia direttamente fra gli attori di questa crisi è una delle parti in causa, sia per lo stretto legame che ha con Mosca, sia perché detiene in affitto milioni di ettari di terreno ucraino in cui coltiva grano e frumento. Lamenta che una consegna sia saltata, a fronte di un pagamento di 1 miliardo di Dollari, motivo per cui si dice molto interessata all’evoluzione della crisi, sebbene non si sbilanci pubblicamente. E se per caso dovesse farlo, prendendo ufficialmente posizione?

Terzo spunto, tangente alla situazione, è l’aumento della spesa militare cinese del 12,2%, per un ammontare nel solo 2014 di 95,9 miliardi di euro. Qui possiamo vedere l’andamento delle spese militari dei vari stati negli ultimi anni:

20140314-081547.jpg

La cosa ha ufficialmente destato la preoccupazione del Giappone per via di alcune contese che vedono protagonisti i due stati, ma di riflesso questa corsa agli armamenti potrà avere ripercussioni su ogni posizionamento cinese di politica estera, dove spesso si è trovata a fare squadra con la Russia. L’aumentare il proprio peso bellico ne aumenterà anche il peso politico, ma resta da capire: come vorrà usare questo aumento di potere nella questione ucraina?

Ultimo spunto è questo breve articolo del giornalista russo Mikhail Loginov, apparso su Internazionale:

20140314-081631.jpg

Portare ad esempio il Kosovo e la sua indipendenza che non si riconosce, ed essere i protagonisti di repressioni dei movimenti indipendentisti interni: contraddizioni che gravano sull’operato di Putin. Sarà seguace della filosofia “Fate quello che dico ma non fate quello che faccio”?

Chiudo con un’immagine dei presunti miliziani autogestiti che opererebbero in Crimea, i famosi soldati senza insegne che lo stesso Putin ha confermato essere miliziani locali autogestiti:

20140314-081800.jpg

Lo stemma visibile sul fuoristrada però sembra quello della Guardia Bielorussa, facente parte della Russian Federation Guards, anche se il simbolo è simile anche per le altre unità di terra russe. Non può essere della Guardia Ucraina per il semplice motivo che i soldati ucraini in Crimea vengono tenuti chiusi e piantonati nelle loro basi. Sarà un caso che questi “miliziani” usino mezzi con simboli ufficiali?

Annunci


Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: