Il nuovo (già vecchio) della Lista Tsipras

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Ormai è talmente tanto tempo che lo si ripete che sta quasi per venire la nausea: serve che la politica cambi passo, serve che la politica cambi metodi e modi di fare, serve che la politica abbandoni certi giochetti e certe furbate. Lo dicono tutti, lo ripetono tutti, eppure deve esserci qualche problema di connessione fra ciò che si dice e ciò che si fa perché poi, immancabilmente, certi meccanismi si ripetono sempre uguali.

Ricordate il post che scrissi sullo scontro fra Scanzi e Civati sulla lista Tsipras? Li il giornalista de Il Fatto Quotidiano dava un giudizio un po’ sferzante su una parte della compagine di questa lista. Riporto:

“…ho aderito all’appello di Barbara Spinelli – che è cosa ben diversa dal dire di votare la Lista Tsipras – perché ho stima della persona, delle idee e di molti fondatori. Purtroppo i firmatari sono molto meglio dei politici che stanno provando a imbucarsi (non verranno candidati alle Europee, ma proveranno comunque a farsi belli con essa). A quella lista si sono subitaneamente aggiunte le carampane che hanno ammazzato la sinistra in Italia: gente tipo Bertinotti, per dire…

Ecco, il termine “carampane che hanno ucciso la sinistra italiana” lo trovo molto azzeccato per descrivere tutta quell’area di politici e intellettuali di sinistra che hanno zavorrato la propria parte politica fino all’affondamento. Provate a pensare a Gad Lerner: bravo giornalista, ma politicamente ha portato a fondo ogni battaglia abbracciata (Bersani, Cuperlo, Murgia) e se fossi in Tsipras farei i debiti scongiuri.

Poi trovo questa notizia sull’Huffington Post che racconta delle candidature nella lista di Tsipras di alcuni grandi nomi: Barbara Spinelli, Andrea Camilleri, Moni Ovadia e Adriano Prosperi. Nomi di tutto rispetto, sia chiaro, ma candidature un po’ dubbie. Riporto:

“…Proprio perché la lista dei candidati è la “carta d’identità” di questa iniziativa politica, siamo felici di essere candidati di “L’altra Europa – con Tsipras”, per sottolineare il nostro impegno pieno e convinto…

[…]

Se eletti, lasceremo il nostro posto al parlamento a candidati che più di noi hanno le energie e le competenze per portare a Bruxelles e Strasburgo la nostra voce e i nostri valori in un lavoro quotidiano che sarebbe al di sopra delle nostre forze. Non ci consideriamo però “candidati di bandiera”, come spesso riduttivamente si dice, ma protagonisti, insieme a tutti voi elettori che lo condividerete, di un progetto in cui crediamo fermamente…”

Curioso il fatto che abbiano subito smentito il fatto di essere semplici candidature di facciata, quasi semplici prestanome per attrarre più consenso grazie (appunto) al proprio prestigio personale. Se ci credono così tanto in questo progetto politico, perché indugiare in una simile operazione pubblicitaria, piuttosto che sostenere direttamente candidati validi? Perché dover oscurare le idee e le vere candidature con la loro ingombrante fama? Sembra uno dei soliti giochini della politica italiana, quella che candida i grandi nomi un po’ ovunque per attrarre consenso, per poi lasciare che gli scudieri più fedeli e meno famosi possano rientrare fra gli eletti.

È un vero peccato: per una lista che si vuole mostrare diversa dalle altre, adottare questi meccanismi la rende invece tale e quale a tutte le altre. Volevano portare una ventata nuova di cambiamento radicale, ma fra zavorre e candidature civetta sembra stiano portando la solita irrespirabile aria.

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Categorie:Politica

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