Il carteggio Renzi – Di Maio

20140226-074753.jpg
Dei discordi di Matteo Renzi al Senato e alla Camera penso di non scrivere nulla: un po’ perché ne hanno scritto tutti, analizzando non solo i contenuti ma anche tutto il resto (tono, esposizione, parole, gesti, la mano in tasca, eccetera), un po’ perché analizzare un discorso di insediamento sperando sia un buon metro di giudizio sulla qualità del governo, la trovo una cosa un po’ divertente. E lo dico alla luce del discorso di insediamento che fece lo scorso anno Enrico Letta: come ho già avuto modo di dire, allora Letta fece un discorso riconosciuto come ottimo, pieno di contenuti, di idee, di spunti di riflessione, un discorso a cui un po’ tutti guardarono (chi più, chi meno) con speranza. Col senno di poi possiamo vedere come a quel bel discorso fece seguito un’azione di governo incerta e dubbiosa, spesso titubante e quasi sempre fin troppo timida, col risultato di non produrre nessuno di quei reali e profondi cambiamenti annunciati.

Ecco: se un discorso valutato così positivamente ha prodotto un governo così negativo, un discorso (secondo alcuni) negativo come quello di Renzi a cosa darà luogo? Ad un governo, se possibile, maggiormente negativo? E se invece, tenendo conto dell’effetto inverso avuto con Letta, dovesse accadere il contrario e da un discorso brutto uscire un buon governo? Valutarlo dal discorso è puramente un esercizio di stile, un provare a prevedere il futuro guardando dentro la classica sfera di cristallo: ognuno può dire quello che vuole, a seconda delle idee o della convenienza. L’unico modo per dare un giudizio a questo governo, e sarà noioso ripeterlo, è di osservarlo alla prova dei fatti, di guardare ai risultati che saprà produrre e agli obiettivi che saprà raggiungere. Le polemiche preventive, che ho fatto anch’io in passato, è ormai tempo di lasciarle da parte, e concentrarsi sul chiedere conto delle cose che si faranno o non si faranno.

Piuttosto vorrei parlare dell’episodio dei bigliettini scambiati fra Matteo Renzi e Luigi di Maio, che hanno generato subito un po’ di polemiche. A dare il via è stato Renzi, con un messaggio un po’ provocatorio, e probabilmente con la sicurezza (come hanno detto alcuni giornalisti) che quei biglietti sarebbero poi stati pubblicati: chiedeva se il clima era sempre così litigioso o se era possibile confrontarsi, una richiesta a suo modo legittima per qualcuno che quelle aule non le frequenta, a cui Di Maio ha risposto elencando alcune cose votate dal Pd e considerate come pessime, e aggiungendo un richiamo allo stesso Renzi che poco prima si era intrattenuto a parlare con la Polverini dai banchi del Governo.

A questo punto Renzi cerca di rilanciare, lanciando l’amo del “se vedi occasioni di dialogo nell’interesse dei cittadini fammi sapere, parliamone”, indicando anche l’onorevole Giachetti come eventuale tramite, nel caso non si voglia un contatto diretto. Di Maio replica in modo abbastanza perentorio, affermando che con Giachetti ci parla dato che ci lavora assieme, e rimandando tutto alla prova dei voti in aula, davanti al Paese intero. Un po’ come dire: non voglio fare accordi sottobanco, ci si confronta in aula e si valuterà li la qualità delle proposte, ragionamento decisamente lineare e cristallino. Resta da vedere se gli esponenti del Movimento 5 Stelle troveranno proposte di loro gradimento fra quelle che metterà in campo il governo Renzi, e se questo governo sarà davvero in grado di produrre idee realmente condivise anche dal Movimento. Una doppia sfida interessante, che io spero si risolva positivamente per entrambi.

Certamente fino ad oggi i motivi di collaborazione sono stati davvero pochi, non avendo mai trovato terreno comune sulle principali proposte e riforme, nemmeno sulla legge elettorale. Il governo Renzi ha promesso una forte discontinuità col passato governo Letta, ha promesso una forte carica innovatrice e riformatrice, da ricercare col più ampio consenso possibile e con un dialogo che riguardi tutte le forze politiche presenti in Parlamento, nessuna esclusa. E’ un impegno molto pesante che rischierà di andare in frantumi al primo passo falso, rinforzando quel muro contro muro che non ha mai portato a nulla. Sarà dunque capace questo governo di mantenere la parola data? E, nel caso, gli eletti del Movimento sapranno accettare di dare l’appoggio a questo governo qualora proponga riforme condivise? A parole sono tutti disponibili, alla prova dei fatti si dovrà valutare come si comporteranno. Una risposta ora non appare affatto scontata.

Annunci


Categorie:Politica

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: