L’Ucraina sull’orlo della guerra civile

20140220-141932.jpg(La piazza prima e dopo le rivolte)

A mezza bocca qualcuno già lo dice. Comincia a circolare quella parola: guerra. Ormai è guerra, dicono, ormai sono in guerra. Una guerra civile che sta seminando morti ad una velocità drammatica. Si era parlato di una tregua, ma è durata lo spazio di una notte, oggi gli scontri sono ripresi con crescente violenza.

Le notizie che arrivano non sono affatto belle: su Il Giornale si apprende che a Leopoli dei gruppi di manifestanti hanno assaltato una caserma dell’esercito e una sede dei servizi segreti, svuotando le furerie e dirigendosi poi verso Kiev. Questo potrebbe portare a un’ulteriore aggravarsi degli scontri, che già vedono da stamane decine di morti.

Da RaiNews apprendiamo come gli hotel siano diventati obitori, e che ci sono appostati dei cecchini. E solitamente i cecchini non sparano proiettili di gomma per intimorire, sparano per ferire o per uccidere.

Su Il Post possiamo leggere dell’evacuazione del Parlamento, mentre un reporter della BBC, Duncan Crawford, parla di un campo di battaglia dove si sentono spari e esplosioni, si usano proiettili veri, granate stordenti e molotov.
Una giornalista dell’ABC ha confermato la presenza di cecchini che sparerebbero anche sui giornalisti. Dice che hanno colpito la finestra da dove facevano le riprese.

Intanto da Sochi diversi atleti ucraini hanno abbandonato le Olimpiadi, in dissenso con ciò che sta accadendo nel loro Paese. Gli altri hanno listato a lutto le bandiere fuori dai balconi delle camere da letto.

Si registrano anche le prime crede nel partito del premier Yanukovych, il Partito delle Regioni, con una decina di parlamentari che criticano apertamente il loro leader e appoggiando il popolo che si sta ribellando. Nell’articolo si trova anche il collegamento con la piazza Maidan, teatro degli scontri, e un video molto crudo che vede alcune persone colpite dai cecchini.

Su Internazionale si possono seguire gli eventi della giornata con una cronologia molto puntuale, corredata da immagini e video che rendono perfettamente l’idea della situazione. Due immagini su tutte: un cecchino della polizia con il suo fucile, e le mani di un rivoltoso che mostrano i bossoli dei proiettili esplosi.

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Infine su Limes c’è un’interessante analisi dei fatti e degli avvenimenti che ci hanno portati fino a qui.

Il mio suggerimento è di non staccare l’attenzione da Kiev perché, viste le evoluzioni, la situazione può facilmente e velocemente sfuggire ad ogni controllo.

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Categorie:Attualità

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