Nuovi drammatici scontri a Kiev

Stamattina ho fatto una prova: ho chiesto ad un paio di persone che conosco se sapevano cosa stesse accadendo in Ucraina, se erano almeno al corrente degli scontri della sera prima, che hanno raggiunto nuovi e preoccupanti livelli di gravità. Le risposte sono state un po’ tutte spaesate, frammentarie, assolutamente disinformate. Sanno genericamente che la si sta manifestando da tempo, e che gli scontri sono duri, e poco altro. Qualcuno mi ha addirittura detto che “…Manifestano contro l’Europa e contro l’entrata in Europa…”. Mah.

Su ciò che è avvenuto poco o nulla sapevano. E ho riflettuto su come io sono venuto a sapere la notizia: rientrato a casa dopo mezzanotte, da una rapida carrellata sui canali tv non ho saputo nulla. Ho scoperto alcune foto terrificanti leggendo su Twitter, visto le fiamma sulla città, visto poliziotti coi fucili spianati, letto di proiettili di gomma usati all’inizio e poi di uso di proiettili d’acciaio, visto le facce insanguinate di un padre e un figlio presenti alla manifestazione, visto corpi feriti trascinati come sacchi di patate dai poliziotti, visto un caos molto somigliante ad un lento scivolamento verso la guerra civile. In tv si parlava di tutto, quasi nulla di questo.

Quasi nulla di scontri che hanno provocato circa 20 morti, sia fra i manifestanti che fra i poliziotti; di assalti alla sede del partito del Presidente ucraino; di accuse d’aver usato armi da fuoco caricate con proiettili convenzionali rivolte tanto ai poliziotti quanto ai manifestanti. Quasi nulla si è parlato, come se fosse un argomento secondario, trascurabile perché lontano. Perché? Siamo davvero così presi dal totoministri o da Sanremo, da trascurare scontri e violenze simili?

Scontri che durano da mesi, che non accennano a diminuire d’intensità, in una situazione complessa e delicata in cui lo scontro politico si fa sempre più aspro e che coinvolge Ucraina, Russia, Unione Europea e Stati Uniti, in un risiko geopolitico giocato sulla pelle delle persone. In questo articolo de Il Post, oltre a dare notizia degli scontri anche con fotografie molto impressionanti, si ripercorre brevissimamente il perché di queste rivolte. Io chiudo con una rapida carrellata di immagini trovate ieri sera su Twitter, sperando che l’attenzione su questi fatti non venga definitivamente meno. Dopo tutto, sembriamo già esserci scordati della mattanza in corso in Siria, perché non poterci man mano dimenticare anche di questi scontri?

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Categorie:Attualità, Politica

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