The Totoministri Show

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Come accade sempre, quando si tratta di formare un governo impazza il cosiddetto “totoministri”, una specie di sarabanda mediatica dove l’importante è sparare il nome più altisonante possibile, giusto per acchiappare lettori e/o spettatori. Ovviamente è così anche per la squadra di governo che deve metter in piedi Matteo Renzi, personaggio già molto mediatico di suo, a cui gli si appioppano nuovi potenziali ministri di ogni genere.

In questo articolo de Il Sussidiario, che viene continuamente aggiornato, si fa un po’ il punto della situazione su chi è stato tirato in ballo. Tutti nomi che hanno successivamente più o meno smentito un loro ingresso nel governo, generando immense fibrillazioni nei giornalisti che ormai parlano di “…problemi insormontabili per Renzi nel completare la squadra di governo…”. Si sa: scalare montagne di gossip è sempre molto difficile.

Questo enorme balletto ha visto iniziare il suo giro prima indirizzando Lucrezia Reichlin all’economia, salvo poi fare il nome di Bini Smaghi. E poi si è parlato di Guglielmo Epifani al lavoro, o forse di Cesare Damiano, mentre all’istruzione si è citata Irene Tinagli. Ma ecco che poi sbuca fuori il nome di Giancarlo Padoan, presidente dell’Istat da indirizzare sempre all’economia, con Federica Mogherini verso il ministero degli Affari Comunitari e Roberta Pinotti per la Difesa, che viene però anche attribuita a Gaetano Quagliariello, perché insomma, anche l’Ncd dovrà avere la sua parte no?

Per il lavoro circola un terzetto di nomi così eterogeneo da far pensare a politiche poliedriche: nominati Marianna Madia, già nella segreteria Pd, Mauro Moretti, proveniente dalle Ferrovie, e Tito Boeri, nome illustre che salta fuori ogni volta che si cerca un esperto. Intanto, sorpresa!, spuntano altri nomi ancora per l’Economia: si fanno largo Fabrizio Barca del Pd oppure Benedetto Della Vedova di Scelta Civica, col primo che rifiuta sdegnato e confessa tutto (pressioni comprese) in uno scherzo telefonico con un falso Vendola. Uno show dentro lo show. Comunque per l’Economia qualcuno (ma chi?) fa circolare i nomi di Enrico Letta o di Romano Prodi, manca solo che qualcuno citi Mario Monti poi penso si possa chiudere baracca e burattini.

Proposte anche per ministeri ad hoc, tipo quello del Made in Italy (ma che dovrà fare?) proposto a Luca Cordero di Montezemolo, mentre nel novero dei nomi per un ministero sbuca fuori la fedelissima di Renzi, ovvero Maria Elena Boschi, candidata sia alla Cultura che alle Riforme. Intanto si vocifera anche di Guido Calvi, ex CSM, per la Giustizia, mentre Franco Bernabè, ex numero uno di Telecom, sarebbe indicato per lo Sviluppo Economico. Come guardasigilli spunta anche il nome di Livia Pomodoro, giusto per non farsi mancare nulla: ma del resto, più si tirano in ballo nomi importanti, più l’interesse attorno alla faccenda cresce. Una vera manna per chi deve vendere copie.

In tutto questo Emma Bonino dovrebbe restare agli Esteri, Angelino Alfano viceministro, mentre anche Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin trattano la loro permanenza. Intanto nuovo colpo di scena al lavoro: circola il nome di Pietro Ichino, oggi in Scelta Civica ma nel 2012 sostenitore di Renzi alle primarie, ma subito si sottolinea come la scelta scontenterebbe la sinistra. E poi, la bomba delle bombe (fin’ora): qualcuno avrebbe sondato per il ministero della Salute niente meno che Gino Strada. Scompiglio in platea, qualche brusio e sparuti applausi, tutti a chiedersi se questi nomi se li inventino i giornalisti. Tipo Barca all’economia: quale criterio spingerebbe a sondare per quel ministero uno che non condivide una virgola di quanto proponi?

E infatti il nome di Fabrizio Barca per quel posto mi pare più speculazione che altro, anche se lui stesso ammette quell’interessamento nella già citata telefonata col finto Vendola, organizzata dal programma radiofonico La Zanzara. Telefonata che verteva principalmente sulle pressioni (chiamiamole così) della Annunziata che stava facendo solo il lavoro di giornalista, che andò a chiedere a Barca cosa avrebbe fatto se, e su ipotetiche chiamate da parte di “gente vicina a Renzi” per non meglio specificati incarichi, con il condimento di presunte pressioni di De Benedetti. E su questo, permettetemi un appunto: criticabile lo scherzo, ma quanta ingenuità da parte di Barca. E tengo a precisare ingenuità, più che buona fede.

Alla fine questo totoministri mi sembra sempre come il calciomercato estivo, dove fra giugno e luglio girano i nomi di chiunque, dal più sconosciuto sudamericano non ancora sedicenne al campione assoluto che vanta clausole rescissorie di centinaia di milioni di euro. Sembra sempre che debbano arrivare una marea di campioni stratosferici, incredibili, quasi con poteri soprannaturali, e il tifoso sta li, legge avidamente i giornali sportivi e segue le trasmissioni calcistiche in televisione, sogna, si immagina già sfracelli in campo, la nuova armata invincibile, partono i sogni di triplete, salvo poi constatare che il 90% di quei nomi resteranno appunto solo nomi sulla carta. Intanto però, sai le vendite e gli ascolti ben puntellati in un momento di stanca e di mancanza di partite? Una vera manna dal cielo.

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Categorie:Politica

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