NonRecensione – 49: The Wolf of Wall Street

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Probabilmente questo è uno dei film più attesi del 2014, se non addirittura il più atteso. Già candidato a diversi premi Oscar, il film è tratto dal libro autobiografico di Jordan Belfort, uno dei broker di maggior successo nella storia di Wall Street. Vediamo subito i voti: Comingsoon gli assegna un 7,2/10; Mymovies un 4,00/5; e Imdb un 8,6/10.

Come detto, il film narra della carriera di Jordan Belfort: nel 1987 inizia la sua carriera come apprendista broker a Wall Street, five verrà preso sotto l’ala protettrice dell’eccentrico Mark Hanna, che gli insegnerà i segreti del suo successo come broker, composto anche da una vita sregolata e oltre ogni eccesso. Il giorno in cui Jordan prende la licenza è il giorno del famoso lunedì nero, quello del 19 ottobre 1987, venendo quindi licenziato. Ma la moglie di Jordan, per assecondare il suo sogno di diventare milionario, lo spinge ad andare in un piccolo call center che si occupa di vendere piccole azioni quotate pochissimo, le cosiddette penny stock, su cui il margine di commissione non è l’1% ma ben il 50%. Da qui ripartirà la sua carriera, portandolo a fondare una propria società in cui fra truffe, eccessi, consumi spropositati di droghe e sesso, finirà per diventare una delle più grandi di tutta Wall Street, facendo guadagnare molta fama a Jordan, ma anche destando grande interesse da parte dell’Fbi che finirà per catturarlo, ottenendo la sua collaborazione. Non vi aggiungo null’altro, se non che potrete scoprire tutto il resto al cinema…

Il film è una specie di commedia nera stupefacente, con dei tratti iperbolici che la rendono quasi mitica: una commedia in cui non c’è redenzione per il protagonista, solo l’accettazione di essere arrivato ad un punto troppo alto dell’oscillazione e la conseguente consapevolezza che il percorso di discesa sarà duro e a tratti rovinoso. Recitato in prima persona da un Leonardo Di Caprio davvero monumentale, The Wolf of Wall Street è una specie di vorticosa analisi antropologica di un mondo esagerato, fatto di festini, droga, puttane, nani volanti, sedativi, eccessi di ogni tipo e bestie da fiera. Una specie di orgia ininterrotta di denaro, potere e droga, col primo essenziale per ottenere gli altri due.

Scorsese in questo film non fa sconti a nessuno, e non gli importa nemmeno tracciare delle lezioni morali da lasciare allo spettatore, si impegna invece a mettere in scena la pura e semplice ambizione di un uomo pronto e deciso a voler cavalcare e dilapidare il mondo, senza troppi scrupoli e senza grandi rimpianti. Un film che come per la vita di Jordan Belfort, oscilla fra crisi profonde e picchi altissimi, fra l’eccitazione di droghe stimolanti e la paralisi di ansiolitici ipnotici che rallentano tutto, creando una tensione superficiale incredibile che agisce direttamente nella testa dello spettatore, come se diventasse lui una specie di archeologo dell’essere umano, uno scopritore di segreti sulla natura umana che appaiono mostruosi, ma allo stesso tempo appassionanti.

Il cast è di ottimo livello, con tutti che rendono al massimo: Leonardo Di Caprio è Jordan Belfort; Jonah Hill è Donnie Azoff, socio, amico e compagno di eccessi di Belfort; Margot Robbie è Naomi Lapaglia, seconda moglie di Belfort; Matthew McConaughey è Mark Hanna, mentore di Belfort, la persona che gli insegna il lavoro del broker; Kyle Chandler è Patrick Denham, l’agente dell’Fbi che indagherà su Belfort; Rob Reiner è Max Belfort, padre di Jordan; Jon Favreau è Manny Riskin, avvocato di Jordan; Jean Dujardin è Jean-Jacques Saurel, bancario svizzero che cura i depositi di Belfort; Cristin Milioti è Teresa Petrillo, prima moglie di Jordan Belfort.

La regia, davvero magistrale, è di quel monumento vivente al cinema che corrisponde al nome di Martin Scorsese, e anche musica e colonna sonora sono praticamente perfette, opera del triplo premio Oscar Howard Shore. Il mio voto finale è un grande 9/10: un film che resterà nella storia del cinema.
Vi lascio con questa battuta di Jordan Belfort:
“Lasciate che vi dica una cosa. Non c’è nobiltà nella povertà. Sono stato un uomo povero, e sono stato un uomo ricco. E scelgo di essere ricco tutta la vita, dannazione!”

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