Il Giorno della Memoria

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27 gennaio, Giorno della Memoria.
Pensavo da stamane cosa poter pubblicare in questa giornata, chi citare. Leggendo in giro ho visto che, come sempre, citazioni e rimandi erano innumerevoli. Ricordare cosa è successo. Ricordare dove è successo. Ricordare quando, un tempo lontano che temiamo sempre di veder sparire.

In tutto questo ho incontrato un pensiero su Facebook (che integro con un suo commento) di Matteo Amici, una di quelle persone che è sempre in grado di stimolarmi una riflessione. Vi riporto le sue parole:

“Forse pecco di presunzione ma non credo di aver bisogno di ricordare come, dove e quando, questo forse potrà servire a chi va ai quiz televisivi e colloca Hitler negli anni 60 del 900, io un’idea me la sono fatta ascoltando tante campane e non solo le verità “certificate”, come me magari non tanti ma neanche pochi credo.
Per chi non ha bisogno più d’un tanto di ricordare il come, il dove e il quando è anche venuto il momento di chiedere “perchè” e cercare di avvicinarsi davvero alle cause (non alle colpe), senza ipocrisie e menzogne possibilmente.
Purtroppo, da quello che ho sentito e visto in giro fin’ora, mi sembra non ci sia nessuna volontà in tal senso… Anche quest’anno oltre Schindler’s List in prima serata non andremo, non andremo oltre la glorificazione o la dannazione delle gite “didattiche” a Dachau o Auschwitz, manco quei luoghi fossero stati costruiti per insegnare qualcosa a qualcuno, come se i sopravvissuti invece che in un campo fossero stati ad un campus universitario e potessero narrare l’inerrabile… L’unica cosa che si mette in discussione è il numero “reale” dei morti, si fanno i calcoli di quanti cadaveri potessero cremare i forni; ma per dimostrare cosa?
Scusate ma la contabilità dei morti non mi interessa e non mi risolve il problema.
Sapere quanti, senza sapere perché, non ci renderà migliori, non è vero neanche che ricordare ci preserverà dal ripetere le stesse mostruosità, io non ci credo, finchè non scopriremo davvero il perseguitato e il persecutore che c’è in ognuno di noi e lo guarderemo in faccia, non cambierà niente, finchè tutti non guarderanno in faccia senza ipocrisie quanto di disumano c’è in ogni forma di stato, di governo e di potere, andremo avanti a sentire sempre gli stessi discorsi all’infinito e ogni volta le parole saranno sempre più vuote e di circostanza, come le parole dolci tra due persone che non si amano più ma non hanno il coraggio di dirselo… Come se il bene o il male fossero solo una questione di quantità, come se la storia fosse sempre e solo lotta tra il Bene e il Male.
Come se tutto si potesse pesare e misurare…
Credo che ai bambini si debba raccontare la storia sperando che ne facciano buon uso, agli adulti, invece, si dovrebbe insegnare a capire e per capire ci vogliono domande e risposte…”

[…]

“Io fossi un insegnante farei vedere un’intervista di qualche minuto a uno zingaro scampato ad Auschwitz, a un certo punto dice “Io però personalmente Hitler, Himmler e Goering non li ho mai visti e conosciuti, non ce l’ho con loro… Io le scarpate in faccia e le scudisciate le ho prese dal macellaio sotto casa… Dal controllore del tram…”, a nessuno deve sfiorare l’idea “No io certe cose non le farei mai”, tutti quelli che poi l’hanno fatto lo pensavano, altrimenti i conti non tornano…”

Leggendo ho capito che spero anch’io in un confronto sui perché, un confronto che deve mettere tutti allo specchio, nudi di fronte a se stessi. Spero che questa condizione, questa necessità riguardi sempre più persone.
Solo che poi sento frasi simili:

“Che palle con questo giorno della memoria! Tanto la storia la fa chi vince, e poi ci raccontano quello che vogliono, di sicuro non la verità”.

Ecco. Leggo frasi simili e temo di dovermi ricredere sul fatto che ormai si inizi ad essere pronti per un confronto come quello specificato prima. Mi rendo conto che indagare i perché sarà una cosa tabù ancora per diverso tempo, con buona pace di quanti preferiscono affrontare i problemi alla radice. Spero per voi che abbiate il coraggio di questo confronto. Io sto cercando di raccogliere le forze per affrontarlo.

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Categorie:Riflessioni

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