Promosse (con riserva) le riforme, bocciata la legge elettorale

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Dopo tanto parlare e tante chiacchiere, siamo arrivati al dunque: Matteo Renzi ha convocato la Direzione del Pd per illustrare la proposta di legge elettorale, battezzata col nome di Italicum, che ha letteralmente dato fuoco agli scontri fra correnti interne al partito.

In questo articolo de La Stampa si fa un attimo il punto sulla proposta e sugli scontri avvenuti in direzione, soprattutto fra Renzi e il Presidente Gianni Cuperlo. E qui invece Pietro Raffa fa una breve ed efficace sintesi di questa nuova legge elettorale. Sottolineo come sia frutto di accordi non solo con Berlusconi, ma anche coi Popolari (ex Scelta Civica) e col Nuovo Centrodestra di Alfano, giusto per citare gli ultimi incontri fatti, sebbene questi ultimi due promettano, a parole, battaglia per avere anche le preferenze e non i listini corti. Detta così, sembra tutto bello e tutto a posto, ma per me non lo è.

Permettetemi di dirlo: sarà pure il miglior compresso possibile fra tutti quanti e fra tutte le istanze, per carità, ma a me questa legge non piace. Quei listini corti (si parla di 4, massimo 5 nomi) rispetteranno pure il dettato della Corte Costituzionale, ma a me non piacciono. Così come le due soglie dell’8% ai singoli partiti e del 12% alle coalizioni, non mi lasciano contento. E mi lascia perplesso anche la soglia al 35% per ottenere il premio di maggioranza: un po’ bassa, con un premio ancora un po’ troppo grande, dato che si è proposto il doppio turno si poteva benissimo puntare più in alto con la soglia. Concordo sull’idea di togliere potere di ricatto ai piccoli partiti, ma si sarebbe potuto ottenere la stessa cosa con soglie diverse, che evitassero potenziali tagli di milioni di votanti.

Quanto alle liste, non sono un difensore delle preferenze: quello è un compito che lascio ad altri, a chi ha issato la preferenze a baluardo di democrazia. Io sarei più per una soluzione alla francese, l’uninominale secco: un nome solo, cosa che obbliga il partito a schierate la persona migliore possibile. Se prendi più voti vinci e vieni eletto.

Non mi piacciono le liste bloccate perché, per quanto corte, lasciano spazio alle decisioni dei capi bastone. E passi che il Pd annuncia primarie per scegliere i candidati, il problema è che gli altri (ad eccezione probabilmente del M5s) non lo farebbero mai. Ma ci vedete Forza Italia a fare primarie per i candidati alla Camera? Io no.

E non mi convincono neppure le preferenze, già in passato foriere di clientelismi spropositati e di controlli delle tessere, nonché del “voto di scambio, fenomeni che sarebbe auspicabile veder sparire dal contesto elettorale. E questa, ho notato, è anche l’idea di molte persone che vivono nel sud Italia con cui ho potuto scambiare qualche battuta che, presumo, conoscano bene il proprio territorio e i suoi problemi.

Insomma, la mia valutazione è parzialmente negativa: Renzi parla di un buon risultato, ma credo che di buono questa legge non abbia così tanto. Vedremo come evolverà nel percorso in parlamento, anche se Renzi ha blindato tutta la riforma affermando che “o passa così integra, oppure salta tutto”. Non proprio parole di pace e di alleanza.

Più interessanti, invece, le altre modifiche di cui si è parlato e che potete leggere direttamente dal sito del Pd, come la riforma del Titolo V che mira a riportare alcune competenze sotto il controllo dello Stato a scapito delle regioni (trasporto e navigazione, energia, turismo). Avrei anche ripristinato un controllo centrale per quanto riguarda la sanità, visti anche gli scandali scoppiati negli ultimi tempi, ma non se ne fa cenno. Previsto anche il taglio dei rimborsi elettorali per i consiglieri regionali e l’equiparazione della loro indennità a quella del sindaco della città capoluogo, che mi paiono buone cose.

Stravolto il Senato: non più eletto e senza alcun tipo di indennità, viene ridefinito come “Camera delle Autonomie”, perdendo anche il potere di voto di fiducia al governo, che smetterà solo alla Camera. Idee interessanti, ma attendo di valutarle nel dettaglio appena verranno presentate.

Ultima puntualizzazione sulla proposta di legge elettorale: molti si sono anche lamentati del fatto che l’eventuale ballottaggio, in caso nessuno arrivi almeno al 35%, sembrerebbe riservato alle sole coalizioni. Ma, attenzione:

“…Qualora nessuna lista o coalizione di liste raggiunga la soglia, si svolge un secondo turno di ballottaggio fra le prime due liste o coalizioni di liste. Fra il primo e il secondo turno non sono possibili apparentamenti…”

Si parla espressamente di coalizioni di liste o di liste, garantendo l’accesso ad un eventuale ballottaggio anche a chi corre da solo. Almeno questo sembra un falso problema.

Puntualizzazioni a parte, come scritto sopra, ora non ci resta che osservare l’iter legislativo di questa proposta e vedere come sarà accolta in aula. Già qualcuno prefigura nuove spaccature nel Pd, favorite anche dal voto segreto (ricordate l’elezione del Presidente della Repubblica?), e questo potrebbe davvero essere un durissimo colpo sia per tutto il Pd che per il nuovo segretario Matteo Renzi. Sarebbe un pessimo biglietto da visita in vista delle prossime elezioni amministrative e europee.

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Categorie:Politica

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  2. Caro Pd, quando inizierai a essere un vero partito? – Iperattivo Categorico

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