Hey Stato, non sai cosa fare? (Tar)tassa un automobilista!

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Si sa che uno dei mezzi più usati dai tutti i governi per recuperare soldi è quello di incidere sui costi per gli automobilisti, aumentando le tariffe autostradali oppure aggiungendo nuove accise ai carburanti. Un modo relativamente semplice e veloce (pensano) per incassare soldi da destinare, ad esempio, a scopo specifici. E tralasciamo le assicurazioni: stiamo ancora aspettando i famosi ribasso dovuti alla liberalizzazione di (ormai) parecchi anni fa. Un’attesa infinita.

E così, dal 1 gennaio ci ritroviamo un corposo aumento dei pedaggi autostradali, con una lista che sembra quella di un campo di battaglia. Questi sono i dati comunicati dal Ministero delle infrastrutture e trasporti:

– ATIVA (Autostrada Torino Ivrea Val D’Aosta) 0,82%

– Autostrade per l’Italia 4,43% Brennero 1,63% Brescia-Padova 1,44%

– Centropadane 8,01%

– Cisa (A15) 6,26%

– Autostrada dei Fiori (A10) 2,78%

– Consorzio autostrade siciliane Messina-Catania 0 Consorzio autostrade siciliane Messina-Palermo 0

– Autovie Venete 7,17%

– Milano Serravalle e Milano Tangenziali 4,47%

– Tangenziale di Napoli 1,89%

– Rav (Raccordo autostradale Valle d’Aosta) 5,00%

– Salt (Società Autostrada Ligure Toscana) 3,07%

– Sat (Società Autostrada Tirrenica) 5,00%

– Autostrade Meridionali (Sam) 0

– Satap A4 Tronco Novara est-Milano/Torino-Novara est 5,27%

– Satap Tronco A21 Torino-Alessandria-Piacenza 1,66%

– Sav (Autostrade Valdostane) autostrada e raccordo 5,00%

– Sitaf – Barriera di Bruere 4,23%

– Sitaf – Barriera di Avigliana 4,31%

– Sitaf – Barriera di Salberttrand 3,81%

– Torino-Savona 1,60%

– Cav-A4 Venezia-Padova Tang. Ovest Mestre e racc. con Aeroporto Marco Polo e Passante Mestre 6,26%

– Strada dei Parchi (A24-A25) 8,28%

– Asti-Cuneo 0

Voi che percorrete ogni giorno, ma anche solo ogni tanto, queste tratte, fatevi un po’ i conti di quanto dovrete sborsare in più. Ma potevano limitarsi a colpire gli automobilisti solo sul fronte dei pedaggi? Giammai! E infatti eccoci al capitolo accise sui carburanti: ve le ricordate?

Solitamente le accise vengono imposte come misura temporanea e transitoria per finanziare un certo progetto, e infatti quando vengono deliberare portano una data di scadenza, diciamo, entro quale restare in vigore. Dopo, dovrebbero essere tolte. Ma si sa, le cose da fare sono sempre tantissime e ogni tanto ci si dimentica di “buttare via” ciò che scade. E intanto la lista si allunga:

– 1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;

– 14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;

– 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;

– 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;

– 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;

– 99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;

– 75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;

– 205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;

– 22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;

– 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;

– 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;

– 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;

– da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;

– 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;

– 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;

– 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;

– 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012

A leggerla così, tutta d’un fiato, vien quasi da piangere. Alcune sono scadute da tempo, anche perché non mi risulta si sia ancora in guerra con l’Etiopia per dire, ma la data di scadenza deve essersi cancellata col tempo. Eh signora mia, succede. Intanto però noi paghiamo, che non si sa mai che gli Etiopi ci dichiarino guerra nuovamente, meglio esser già preparati almeno dal punto di vista economico.

Ma noi stoici automobilisti mica possiamo accontentarci di questo! Ed ecco una nuova serie di rincari e costi. Come si legge sull’Ansa, da questi giorni al 2017 vedremo aumentare le imposte per un totale di 1,3 miliardi di euro. Carino vero?
C’è l’aumento degli oli lubrificanti, già entrato in vigore, che passa da 750 euro a 787,81 euro per mille chilogrammi, mentre dal 1 marzo ci sarà un aumento dell’accisa di produzione dei carburanti, che vedrà un aumento da 728,40 euro a 730,80 euro per mille litri, mentre per il gasolio il prelievo salirà da 617,40 euro a 619,80 euro per mille litri. Senza contare l’aumento dell’Iva dal 21% al 22%. Non vi sentite già molto più felici? Intanto loro tassano, per aumentare gli introiti. Aumentare?

Già dal pezzo dell’Ansa si può notare come i consumi di benzina nel 2013 siano calati del 5,7%, mentre quelli di gasolio del 4,7%, e si prevedono ulteriori cali dei consumi anche nel 2014. Si calcola che con un calo analogo a quello del 2013, e nonostante tutti gli aumenti, si registrerà una diminuzione delle entrate da 15,9 a 15,3 miliardi di euro. Ormai siamo in un circolo vizioso: loro aumentano la tassazione per incrementare gli incassi, e noi consumiamo meno per diminuire le nostre spese. Che poi, molti di noi riprenderebbero pure a consumare se solo ci fosse un prezzo più competitivo, e probabilmente questo compenserebbe le minori entrate dovute alla diminuzione delle accise. Me le ricordo bene le code ai distributori in Francia (per non parlare della Slovenia) dove il gasolio costa mediamente 1,30/1,35 euro al litro. Se lo rapporto al 1,60 euro al litro che trovo vicino casa, mi prende lo sconforto.

Ieri parlavo di coraggio politico, quel coraggio che ti fa prendere decisioni drastiche, a volte dei veri e propri lanci nel vuoto. E scegliere di tagliare qualche tassa, per stimolare i consumi, è una specie di lancio nel vuoto: se fatto bene però, può essere uno stimolo incredibile ai consumi, di riflesso all’economia e pure sugli introiti dello Stato. Ci penseranno mai i componenti della nostra esimia classe politica?

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Categorie:Motori, Politica

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