Una gita avventurosa: racconto con lezione finale

20140105-155016.jpg
Pensi sempre che all’estero siano meglio: più organizzati, più efficienti, più tempestivi. E mantieni questa idea su praticamente ogni argomento che richieda un confronto fra l’Italia e un qualsiasi altro Paese europeo. Lo pensi, lo credi, lo sostieni in modo convinto. Poi capiti dentro ad una certa situazione, e come d’incanto ti trovi a chiederti se quell’idea è veramente così fondata. Insomma: ti chiedi se sei stato un pirla a sostenerla sempre e comunque.

Prendiamo il maltempo: ci incazziamo da morire perché spesso il maltempo blocca tutto, soprattutto se arriva la neve. E si parte con una sequela di “Eh ma all’estero non succede!”, oppure di “Al di là dalle Alpi son più organizzati, in Francia o Austria non accadrebbe mai!”. L’ho detto spesso anch’io. Molto spesso.
Ecco, per l’Austria non parlo perché non conosco così bene, ma per la Francia… Beh, i cari cugini d’oltralpe mi hanno fatto vivere una giornata abbastanza delirante, roba che a confronto noi in Italia siamo stati di un’efficienza teutonica.

Succede che decido per una gita in montagna: scelgo un posto che mi piace, Claviere, ne approfitto per passare da un amico a lasciargli una cosa che ho recuperato per lui, e intanto penso di infilarci una scappata fino a Briançon, così magari ci scappa anche il pieno di gasolio dato che costa 1,32 euro al litro. La giornata è meteorologicamente bruttina, ma si sa da tempo, e poi, cavolo, vuoi che chi va in montagna non sia preparato?

Pronti via: piove, arrivati a Oulx la pioggia diventa neve, entro nella statale per Cesana Torinese e bum, coda. Penso ad un incidente, la coda è lunga e va lentissima. Ci sorpassa anche un’ambulanza, pare sia una congettura giusta. E invece no: la colpa è di alcuni pullman turistici senza catene e senza gomme invernali. Si intraversano, e nessuno può più passare. Le strade sono si sporche, ma ci sono gli spazzaneve e gli spargisale. Infatti di crostoni per terra non ce ne sono. Comunque, Oulx – Claviere lo facciamo in più di due ore. Si arriva su che son le 14.30, e da li parte la pensata diabolica: andiamo prima giù in Francia, che qui ci fermiamo al ritorno. “Tanto in Francia le strade saranno meglio”. Mai frase fu più infausta.

La strada a scendere era un blocco unico di neve. Pullman a decine bloccati a montare le catene. Gendarmi che anziché favorire i deflussi, creavano ingorghi. Tipo questo:

20140105-154657.jpg

Il pullman a sinistra aveva appena montato le catene, quello a destra no ed era parcheggiato all’inizio di un tornante. I gendarmi han pensato bene di dire al pullman di sinistra (che era parcheggiato dietro all’altro) di sorpassare quello fermo a destra, incagliandolo perché non riusciva a girare. I passeggeri son dovuti scendere, aiutare l’autista a scavare un poco a destra, sul lato della montagna, per fare spazio, e poi han dovuto anche spingere il pullman. Si, avete capito, hanno dovuto dargli una spinta per farlo muovere. C’era un maestro della suola di sci di Claviere che guardava sorridendo disperato.

Comunque sia, in qualche modo arriviamo a Briançon, ci si rifocilla, si fa gasolio e ci si rimette in coda per tornare indietro. Ma, colpo di scena, la Gendarmerie ci blocca, il passo del Monginevro è chiuso. Attimo di panico. “E per tornare verso Torino? Quanto dista il traforo del Frejus?”. Risposta lapidaria: “È chiuso tutto, Anche il Frejus. Dovete provare domani”. Da notare che ci viene spiegato che è chiuso per via di alcuni pullman intraversati che non riescono a togliere. E poi, su domanda nostra, ci dicono “Ah si, anche per il ghiaccio”.
Piccolo particolare: a scendere dal versante francese si sono visti un solo spazzaneve e nessun spargisale. Almeno in Italia c’erano entrambi e in buon numero, alla faccia dell’Italia messa sempre peggio.

Altre strade erano assurde: troppo lunghe, sarebbe stato ancora più allucinante. Non resta che rassegnarsi e cercare un hotel per la notte. Ovviamente fermandosi ad un Carrefour Market per comprare spazzolino, dentifricio, una maglietta per dormire, uno shampoo. Giusto un kit di sopravvivenza per una notte fuori. Troviamo posto in un hotel a Eygliers, la sera si cena con uno zio della mia ragazza, ottima cena per altro, e via a dormire, che la stanchezza è molta.

La mattina seguente su fa colazione prima di ripartire. Cosa divertente, la colazione per due persone costa quasi come il pernottamento per una persona. E con una colazione che non era nulla di trascendentale. Ma va bene. Si passa a salutare lo zio, e si riparte per Briançon, dato che ci hanno comunicato che il passo è aperto. Per strada vediamo che altri passi (tipo quello del Colle dell’Izoard), non si cita quello del Monginevro, noi speriamo.

Arrivati a Briançon troviamo strade pessime: sporche, con lastre di ghiaccio, praticamente nessun mezzo a pulire o spargere sale. Appena fuori dalla città, dirigendosi verso il colle, la strada se possibile era anche peggiore. Saliamo con calma, pochi i pullman a circolare, e senza grossi problemi ritorniamo a Claviere. La strada principale del paesino è parecchio sporca, ma niente ghiaccio (sebbene la temperatura abbondantemente sotto zero). Segno che il sale è stato buttato. Tra l’altro, dal lato italiano è caduta parecchia neve, molta più che in Francia.

Eppure, scendendo da Claviere a Cesana Torinese, non solo la strada è perfettamente pulita, ma si vedono in giro molte ruspe che continuano a liberare strade e stradine laterali, parcheggi e piazzole di sosta. Tutto in ordine, ripulito, tutti operativi e indaffarati. Vengo poi a sapere che, nonostante la maggiore quantità di neve caduta, la salita dal versante italiano è sempre rimasta aperta e agibile, a differenza di quella francese, dove era caduta meno neve. Insomma, Italia batte Francia 3 a 0.

Alla fine a me resta una bella avventura in cui, alla fine, mi sono anche divertito. Una di quelle cose che verranno ricordate, in cui ci si farà quattro risate raccontandole agli amici, magari davanti a un bel bicchiere di vino. E una lezione, diciamo così, imparata sulla mia pelle: incensare sempre gli altri Paesi, pensando che noi siamo sempre i peggiori, è proprio un grande luogo comune.

Annunci


Categorie:Riflessioni

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: