NonRecensione – 40: Philomena

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Alcuni film si fanno portatori di una poesia triste e greve, una di quelle che raccontano storie indicibili, seppellite dal tempo sotto una coltre di oblio che nessuno vorrebbe alzare. Nessuno, a parte le sventurate vittime che subirono questo immane peso. Sto parlando di Philomena, film tratto dal libro “The lost Child of Philomena Lee” di Martin Sixsmith. Intanto, i voti: Mymovies gli assegna un 4,00/5; Comingsoon un 7/10; Imdb un 7,9/10.

Come detto il film è tratto dal libro sopra citato: Martin Sixsmith è un pezzo grosso dell’establishment governativo inglese, un personaggio di un certo rilievo, ma viene fatto fuori dal suo lavoro. Senza saper bene cosa fare per vivere, accetta di aiutare Philomena nella ricerca di suo figlio, che le era stato tolto da piccolo mentre lei era chiusa in un convento di suore, per poterci scrivere un articolo. Troveranno molti ostacoli, fra cui i gentili depistaggi dello stesso convento di suore, ma andranno avanti nella loro ricerca senza farsi mai scoraggiare, portandola fino in fondo.

Stephen Frears, il regista, ha dichiarato:
“Incontrando la vera Philomena Lee ero sorpreso dal fatto che volesse venire sul set, cosa che ha fatto il giorno in cui veniva girata la scena terribile della lavanderia. Philomena è una donna magnifica, priva di autocommiserazione, che continua ad avere fede nonostante le ingiustizie subite”.

I terribili fatti delle Case Magdalene furono già raccontati anni fa dal film “Magdalene” di Peter Mullan (si può leggere qualcosa qui), questo film invece getta un fascio di luce sui bambini partoriti dalle ragazze che lavoravano in questi conventi, e spesso dati poi in adozione a famiglie americane. E lo fa usando un modo un po’ particolare ma molto azzeccato, un taglio che riesce a far commuovere, che ti fa riflettere, ma che sa anche far sorridere con scambi di battute divertenti.

È incredibile la contrapposizione fra i due attori principali: Philomena, donna non molto colta, credente con una fede incrollabile anche dopo le atroci sofferenze che ha passato, ma con una grande capacità di non confondere Dio con quanti hanno avuto la pretesa non solo di rappresentarlo, ma a volte anche di sostituirlo. E poi Martin, giornalista e studioso della storia russa che, oltre ad avere una scarsissima fiducia nelle persone, non crede assolutamente in Dio.
Un scontro-incontro che si rende possibile grazie alla capacità delle due persone di andare oltre il proprio recinto ideologico, superando le barriere normalmente erette dai pregiudizi di ognuno.

Azzeccato il cast: gli attori principali sono Judi Dench è meravigliosa nel ruolo di Philomena Lee; Steve Coogan è Martin Sixsmith; Anna Maxwell Martin è Jane, figlia di Philomena; Sophie Kennedy Clark è invece Philomena da giovane.

La regia è di Stephen Frears, e devo dire che ha realizzato davvero un gran bel film. Un’opera delicata ma allo stesso tempo potente, profonda e commovente ma allo stesso tempo divertente e simpatica. La mia valutazione è un buon 8,5/10: grande pellicola, magnifico film.

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Categorie:Recensioni

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