L’esperienza della Finocchiaro

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Era un po’ che non leggevo sue dichiarazioni e, devo ammetterlo, un po’ mi mancava. Mi mancavano le sue dichiarazioni un po’ boriose, saccenti quel tanto che basta da renderla sempre e comunque insopportabile. Lei, Anna Finocchiaro, la donna che non perde occasione per rendersi detestabile.

In una recente intervista, ripresa dall’Huffington Post dice:

“La rottamazione? Direi che l’ho metabolizzata, e anche il fatto di non esser più nella direzione, come Rosy Bindi e tanti altri, l’ho trovato un fatto naturale quando un giovane gruppo dirigente vuole imprimere una forte svolta al partito. Direi che questa esclusione l’avevo messa nel conto. Però, e questo è il punto, io nelle relazioni personali e in quelle politiche non sono stata abituata all’aggressività e talvolta anche alla volgarità.
Penso che questo gruppo di giovani che vuole esercitare pienamente la propria funzione rischi di commettere un errore. Sbaglia chi ritiene che la qualità dell’esperienza e il bagaglio di relazioni politiche vadano buttate via. Sarebbe un errore tragico, un impoverimento del partito, che poi alla fine si paga in termini di rinuncia all’autorevolezza, alla forza di convincimento, alla capacità di perseguire il risultato. Non siamo rami secchi da tagliare”
.

In maniera del tutto spassionata, potrei dire alla signora Finocchiaro che “l’aggressività” che denuncia, in merito all’uso e all’applicazione del concetto di rottamazione, è argomento usato nella campagna per le primarie di coalizione del 2012. Una campagna dove Renzi e i suoi sostenitori erano tacciati di tutto: di esser distruttori, incoscienti, ignoranti, copioni (ma poi de che?), bugiardi, perfino fascisti. Su queste “gentilezze”, chiamiamole così, non ha mai avuto nulla da ridire. Stranamente.

Afferma che “sbaglia chi ritiene che la qualità dell’esperienza e il bagaglio di relazioni politiche vadano buttate via”, e io sarei d’accordo con lei se questa esperienza e questo bagaglio avessero mai prodotto qualcosa di positivo. Ma se rivolgiamo lo sguardo indietro, se guardiamo alla storia degli ultimi 20 anni (almeno), notiamo che l’unica esperienza accumulata dalla classe politica che ha gozzovigliato in Parlamento è quella di farsi gli affari propri, di fregarsene delle persone, di ridurre in condizioni sempre più tragiche l’intero Paese. O di tenere bloccate le riforme per mesi al Senato, per dire.

Ecco, cara signora Finocchiaro, non mi dispiace neanche dirlo, ma di esperienze come queste ne facciamo volentieri a meno.

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Categorie:Politica

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