Le Grandi Manovre del Vaticano

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Gli scontri interni alla Chiesa Cattolica sono diventati pubblici pochissimo tempo fa, con lo scandalo Vatileaks. Intrecci di affari, irregolarità nelle gestioni finanziarie, non corrette applicazioni delle varie norme antiriciclaggio, fino alle lotte di potere interne che lasciarono intuire una specie di complotto ai danni dell’allora Papa Benedetto XVI, un complotto mirato alla sua morte, che avrebbe poi successivamente pilotato al suo posto il cardinale Angelo Scola.

A questo si aggiunsero le dimissioni di Ettore Gotti Tedeschi dallo Ior, in netto contrasto con alcuni cardinali che ricoprivano ruoli chiave in Vaticano. Per lo scandalo ci furono degli arresti di alcuni personaggi, con successivi processi che portarono a delle lievi condanne, poi condonate dallo stesso Papa. La cosa, ricordo, lasciò perplessi: ma come, si chiesero molti, i grandi nomi che avevano ricevuto delle accuse restavano tutti ai loro posti?

Ior che, recentemente, ha avviato una campagna per chiudere i conti correnti di chi non è più legittimato ad avere un conto corrente nella banca. Ma chi sono le categorie legittimate?
“Queste categorie sono: istituzioni cattoliche, ecclesiastici, dipendenti o ex dipendenti del Vaticano con conti per stipendi e pensioni, ambasciate e diplomatici accreditati presso la Santa Sede”.
Un giro di vite molto serrato, un cambiamento netto.

Poi un fulmine a ciel (relativamente) sereno: le dimissioni di Benedetto XVI. L’elezione di un nuovo Papa, Francesco. Che, però, parte subito con un giallo: appena fatta la fumata bianca, la CEI si affretta a diramare un comunicato in cui si complimenta per l’elezione al soglio pontificio del cardinal Scola. Grave imbarazzo, comunicato subito ritirato. Non era stato eletto Scola, ma Bergoglio.

Il quale porta avanti uno degli obiettivi di Benedetto: fare pulizia. Fra i tanti cambi quello di Tarcisio Bertone, uno dei nomi eccellenti “protagonisti” nello scandalo Vatileaks, che ufficialmente rinuncia all’incarico per limiti di età, anche se avrebbe potuto restare. Francesco non si oppone, lo tiene solo in carica fino a ottobre, quando viene insediato il suo successore.

Ora pare sia il turno di Bagnasco, altro nome eccellente fatto in merito alle lotte di potere divenute di dominio pubblico con Vatileaks. Che sconta, va detto, quel già citato pessimo inizio in cui la CEI si rallegrava per l’elezione di Scola. Quello stesso Scola indicato come, in caso, il successore dopo l’attentato a Benedetto XVI. Forse, solo un caso. Forse.

Intanto, come si può leggere su PolisBlog, Bagnasco viene formalmente messo da parte, sebbene mantenga il suo ruolo più prestigioso, ma con direttive nuove e (forse) poteri un po’ ridotti. I rapporti fra lui e Bergoglio non sono mai stati buoni, e palese è la contrarietà del Papa al fatto che la Chiesa intrattenga rapporti diretti con il mondo della politica italiana. Cosa che invece, da decenni, era peculiarità della CEI, e proprio di Bagnasco.

Insomma, le grandi pulizie in Vaticano proseguono, anche se non fanno molto clamore, anche se non ottengono grandi ribalte mediatiche. Il cambio di passo e la discontinuità rispetto al passato diventano, ormai, sempre più evidenti.

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Categorie:Religione

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