Il ruvido coraggio e la melensa codardia

20131218-164503.jpg
Volessimo fare quelli che ragionano per insiemi, dovremmo dire che le persone si dividono principalmente in due gruppi: quelli che hanno coraggio, anche fosse poco, e quelli che invece non è hanno neanche un briciolo.

I primi, che solitamente possono sembrare ruvidi o sfacciati, si abituano presto a dirti tutto in faccia. Per dire: se ti vesti di merda, ti diranno (sorridendo) che sei vestito di merda, non staranno li a indorarti la pillola. Anche perché, diciamocelo, non serve praticamente mai.

I secondi invece, spesso, si limitano al solo sorriso. Davanti. Poi, dietro, si scatenano in una pioggia di pugnalate con un velocità tale da far apparire Ken Shiro come un vecchio artritico. Sempre cerimoniosi, affabili e dolci al punto tale da farti cariare i denti.

Quelli che hanno coraggio, osano. Ma non osano solo spalare merda, osano per raggiungere obiettivi, per costruire qualcosa, per far si che il loro nome venga ricordato per un qualche progresso, una qualche conquista che sposta un po’ più in su l’asticella della competizione. Quelli che hanno coraggio non hanno problemi ad andare davanti a tutti a dire: “Ho sbagliato, me ne assumo tutta la responsabilità”, perché sanno che se sono dei leader, devono esserlo sempre, non solo quando sono primi, con ampio distacco e col vento a favore. Quelli che hanno coraggio non cercano espedienti per raggiungere i loro obiettivi, e non tramano sotto banco per una vendetta personale.

Quelli che non ce l’hanno invece… Solitamente giocano a fare i grandi alle spalle degli altri, e sono dotati di capacità tali da riuscire a mandare in rovina qualsiasi cosa di cui si occupino. Una specie di dono, ma al contrario. Sono quelli che si fanno rodere per i successi altrui, quelli che se gli mostri i loro limiti, le loro incapacità, non scelgono di migliorarsi, di mettersi in gioco con più impegno. No, preferiscono parlarti male alle spalle, se non addirittura provare a sabotarti, magari per fare quelli del “te l’avevo detto io!”.

Il brutto è che é sempre più facile incontrare persone del secondo tipo, e non quelle del primo. Si spargono come l’erba cattiva, che cerca di crescere ovunque: fra le amicizie, fra i colleghi, nei consigli comunali, nei circoli di partito. Il bello è che poi li senti parlare pure di etica, e allora capisci lo sfascio di cui è colpevole la gente come loro.

Annunci


Categorie:Riflessioni

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: