NonRecensione – 37: Un fantastico via vai

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Leonardo Pieraccioni è uno di quelli che, bene o male, riesce sempre a farmi ridere. Dico bene o male, perché anche lui ha creato qualche film abbastanza brutto. Non è il caso di “Un fantastico via vai”, commedia leggera e divertente, che con un turbinio di eventi crea una storia davvero godibile. Intanto i voti: Comingsoon gli assegna un 6,6/10; Mymovies un 3,25/5; mentre su Imdb ancora non ha una valutazione.

La storia è velocemente riassumibile: i Naldi sono una famiglia qualunque, una classica famiglia medio borghese firmata dai due coniugi e da due bimbe gemelle, che conduce una vita come tante. Un mattina, a causa di un equivoco, i due coniugi litigano al punto di separarsi per una classica pausa di riflessione. Così lui, Arnaldo, si dovrà reinventare una vita andando ad abitare in una casa con 4 studenti, ognuno dei quali con un gran problema da risolvere e tante paure da affrontare.

Certamente l’analisi approfondita dei problemi che si pongono nel film non è proprio un tratto distintivo di questo film: la separazione dei genitori, l’aborto, le gravidanze giovanili, il problema occupazionale, la tematica razzista, viene tutto affrontato con un taglio favolistico più che di analisi. Il che rischia di render tutto l’insieme quasi caricaturale, direi irrealistico, anche se costellato di gag e battute che fanno sorridere. Pieraccioni, tra l’altro, cita se stesso con la mitica scena de “I laureati”, quella della corsa per non pagare il conto. Ma la giovinezza è ormai appannaggio di altri, e i risultati non saranno esattamente gli stessi: chiarissima su questo una battuta del Naldi, “Nessuno meglio di chi ha vent’anni può farti capire che non ce li hai più”.

Discreto il cast: Leonardo Pieraccioni è Arnaldo Naldi; Serena Autieri è Anita, la moglie; Maurizio Battista è Giovannelli, collega di Arnaldo; Marco Mazzocca è Esposito, altro collega di Naldi. Ci sono poi i quattro studenti: Marianna Di Martino è Camilla, Chiara Mastalli è Anna, Giuseppe Maggio è Marco e David Sef è Edoardo. Altri personaggi sono Alice Bellagamba che è Clelia, fidanzata di Edoardo e figlia di un padre razzista; Massimo Ceccherini che interpreta il padre detective di Anna; e poi Giorgio Panariello, che è il Cavalier Mazzarra, imprenditore e padre di Clelia, dall’animo un po’ razzista. Due menzioni per due personaggi che fanno due brevi comparsate: Enzo Iachetti nel ruolo di un alto prelato cieco, e un po’ sboccato, e Alessandro Benvenuti, nel ruolo di un signore di mezza età che non vuole tornare a casa dalla moglie.

La regia è dello stesso Pieraccioni, così come è sua la canzone finale, una canzone dedicata alla figlia.
Un film, come detto, godibile, una favola lieta che contribuisce a far sorridere un po’. Il mio voto finale è un 7/10.

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