Chiara Geloni contro tutti

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Cambia il segretario, cambiano le segreterie, cambiano i gruppi dirigenti che guidano il partito, ma una cosa stenta a morire: quel tratto autolesionista che porta la sinistra italiana a farsi continuamente del male da sola. Dev’essere un qualcosa di insito nel dna di alcuni suoi componenti.

Succede così che Chiara Geloni, direttrice di YouDem Tv, chieda spiegazioni tramite una lettera aperta pubblicata sull’Huffington Post Italia a Marianna Madia, riguardo il suo cambiare correnti interne al Pd. Chiarisco subito: domande legittime, ognuno è libero di chieder conto di quello che vuole, e la Geloni lo fa, dice, in qualità elettrice della Madia alle primarie parlamentari del dicembre 2012.

Forse l’unica cosa curiosa è la tempistica con cui chiede conto di questo trasformismo: prima del voto a quelle primarie non era un problema? Nella lettera viene descritta come vicina a Veltroni, poi estimatrice di D’Alema, poi sostenitrice di Bersani, avvistata poi (pare) dalle parti degli (ex) Giovani Turchi, facente parte della rivolta contro la candidatura di Marini, vista successivamente a riunioni del gruppo Civati a Roma e infine arrivata alla Leopolda, ed entrata fra i renziani. Ecco, io già al passaggio su Marini avrei avuto il bisogno di chiederne conto, così, per capire. Invece Chiara Geloni ha preferito aspettare, probabilmente non digerendo non il “trasformismo” della Madia, quanto solo il suo ultimo passaggio.

E quasi ancor più meravigliosa è un’altra lettera aperta in risposta a quella della Geloni, non di Marianna Madia, ma di Isabella De Monte e Laura Cantini. Qui la direttrice di YouDem viene tacciata di essere acida, di avere del risentimento verso i renziani, di aver lavorato solo e soltanto per criticare Renzi e demolire la sua figura. Chiudono augurando più serenità alla direttrice, come se quest’ultima fosse angosciata da chissà quali turbe. Dico: va bene prendere le difese di qualcuno, ma farlo in questi termini è quasi un autogol.

Al che, sempre a mezzo dell’Huffington Post, interviene anche Alessandra Moretti con una nuova lettera aperta a tutto il Pd. Titola: Non c’è spazio per l’insulto, e attacca così:
“Ho letto degli attacchi di una donna, per di più una giornalista, a un’altra donna, che di mestiere fa la parlamentare.”
Ora, lungi sempre da me difendere la Geloni con cui non condivido praticamente nessuna idea, ma la parola attacchi mi pare un po’ fuoriluogo. Critiche strumentali l’avrei trovato più azzeccato. Mi lascia comunque un po’ stranito questo incipit che critica la Geloni fatto dalla Moretti, la stessa Moretti che per mesi è stata a fianco della stessa Geloni a difendere Pierluigi Bersani e la sua idea di partito. Certo, ultimamente si era vociferato che la Moretti avesse prima provato a trovare spazio sul famoso carro di Renzi, restandone a terra, e poi avesse ripiegato provando ad entrare nel gruppo di Civati, venendo snobbata, finendo infine a sostenere Cuperlo, ma queste sono altre questioni, altri tentati (e non riusciti) trasformismi.

Ma la lettera della Moretti va oltre. Riporto:

“…Fa male arroccarsi sulle proprie posizioni (che non vuol dire essere fedeli, solo nostalgici e poco lucidi), fa male non aprirsi al nuovo (che non vuol dire essere trasformisti, ma avere l’intelligenza di capire che il mondo là fuori cambia, mentre noi passiamo il tempo in interminabili conciliaboli)…

…E leviamoci dalla testa che un messaggio chiaro come una stella polare non sia arrivato dal voto di domenica: la sinistra si è geneticamente modificata, la sinistra, ora, è rappresentata da Renzi e da una nuova generazione politica. E questo non è un endorsement, è una presa d’atto…

…Ci hanno eletto, ci votano per rappresentarli, ci danno un mandato fiduciario e a tempo, non dimentichiamolo. E’ un mandato che abbiamo il dovere di dare pienamente anche al nuovo segretario del Pd, che la stragrande maggioranza dei nostri elettori ha voluto per rappresentarli. E’ nostra responsabilità non costruire artificiose identità che hanno il solo scopo di logorarlo…”

Il resto lo trovate nel link sopra riportato. Riporto solo che parla di allargare il campo, non cucirsi addosso etichette, della necessità di vincere, e dell’errore di non aver analizzato bene il risultato delle elezioni di Febbraio. Roba che se confrontiamo queste parole con quelle della stessa Moretti di 5 o 6 mesi fa, ci troviamo davanti un abisso abbastanza grande. Ma va bene, cambiare idea è legittimo, possiamo dire che almeno si è accorta degli errori che prima non vedeva.

Ultimo capitolo della saga (ma sarà veramente l’ultimo?) è questa nota di agenzia della AGI, in cui un nutrito numero di deputate del Pd critica fortemente gli attacchi della Geloni alla Madia:

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in cui troviamo, oltre alla sopra citata Moretti, anche Sandra Zampa. Anche qui, al netto di quanto ho scritto prima, non so quanto sia salutare questo scontro frontale su domande strumentali, al limite capziose verso i lettori.

Dovremo aspettarci nuovi capitoli? Probabilmente, dato che si parla pur sempre del Pd, temo di si. Di certo la Geloni non mollerà facilmente, specie nella sua battaglia contro Renzi: qualcuno (malignamente eh) insinua che non abbia ancora mandato giù quel documento sui costi del Pd che fece emergere anche il suo oneroso stipendio. Sarà davvero così?

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Categorie:Politica

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