Le primarie della Lega Nord

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Anche la Lega Nord avrà le sue primarie in cui sceglierà il nuovo segretario. A sfidarsi, in un duello non solo generazionale ma anche e soprattutto di potere interno, saranno Umberto Bossi e Matteo Salvini: una sfida fra il vecchio patriarca e il giovane rampante, uomo di fiducia di Roberto Maroni e appoggiato da tutto il nuovo establishment leghista.
C’erano anche altri candidati minori, ma sono rimasti tagliati fuori perché non hanno presentato le firme sufficienti per ufficializzare la loro candidatura.

Curiosamente la Lega ha fatto sapere che Salvini ha raccolto circa 4.000 firme rispetto alle 1.000 richieste, mentre Bossi ha passato il limite minimo di poco: forse un primo indiretto attacco al vecchio padre della Lega, in difficoltà all’interno del suo stesso partito.

Addirittura c’è chi vocifera di un tentativo di accordo per far fare un passo indietro a Bossi e trasformare Salvini nel candidato unico di tutto il partito. Tra l’altro molti aspettavano la candidatura di Tosi, che però non si è nemmeno presentato anche per non spaccare il gruppo di Maroni, che ormai aveva già deciso di puntare tutto su Salvini. Altro segno di come si cerchi di preservare l’unità di tutto il partito.

In questa sfida, unico elemento di reale interesse sarà valutare quanti voti racimoleranno i due candidati, in particolar modo su quanti consensi potrà godere Bossi, che potrebbe tornare a vagheggiare una possibile scissione per formare un nuovo movimento politico. Una sua vittoria è altamente improbabile, ma allo stesso tempo appare ugualmente improbabile che lui possa accettare una sconfitta, che significherebbe venire definitivamente relegato ad un ruolo marginale e di pura immagine nella nuova Lega Nord.

Comunque sia il 7 dicembre, il giorno prima delle primarie del Partito Democratico, verrà scelto il nuovo segretario, che verrà poi ratificato nel Congresso Federale del 15 dicembre a Torino. Partirà quindi un nuovo corso per la Lega con Salvini segretario, fatto non solo di lotta contro la (solita) Roma ladrona, ma anche contro Bruxelles e contro l’Euro, cavalcando l’ondata crescente di dissenso e di malcontento popolare verso le istituzioni europee. Per altro, guardando a quel che accade all’estero questa strategia potrebbero addirittura essere positiva per Lega, basti vedere la situazione politica francese. Ma questo è un altro discorso.

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Categorie:Politica

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