Il partito dell’astensione

Come ben potrà osservare chiunque, quest’ultimo periodo sta portando diversi movimenti e riposizionamenti nel quadro politico italiano. La scissione di una parte del PdL che non ha aderito alla rinascita di Forza Italia dando vita al Nuovo Centrodestra; la divisione di Scelta Civica; le continue crescenti minacce di scissione all’interno del Partito Democratico. Un quadro che inizia ad essere frastagliato e che rischia di andare a comporsi in modo abbastanza confuso. E gli elettori, cosa ne pensano?

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Iniziamo da questo: secondo un terzo degli elettori i partiti sono tutti uguali. Nessuna distinzione, nessuna diversità, prevale l’idea che tutti siano sullo stesso piano e della stessa (scarsa) qualità. Buona parte di questa percentuale rappresenta il “grande partito dell’astensione”, e proprio dalle loro risposte di può evincere come mai questo gruppo sua ormai la maggioranza.

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Più della metà di questo gruppo afferma che nessun partito riesce a convincerlo, come se oggi i partiti non sappiano e non riescano a parlare dei problemi dell’agente, offrendo loro delle soluzioni. Cosa che ormai viene ripetuta spesso quella dello scollamento della politica dalla realtà, a cui nessun politici pare voler porre seriamente rimedio.

C’è poi un 26% che non vota per protesta: molti perché delusi da quanto non è stato fatto fino ad ora, altri ancora delusi dalla crescente corruzione o dai sempre maggiori episodi di malcostume di vario genere.
Da segnalare come fra chi non vota ci sia una percentuale di persone (il 9%) che non lo fa perché non interessa votare, non interessa partecipare alla vita politica del proprio Paese.

C’è infine la fatidica domanda: chi voterebbe una persona che fa parte del gruppo dell’astensione? Molti politici provano ad accaparrarsi i loro voti, con alterne fortune. Ecco cosa hanno risposto:

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Quasi un quinto degli astenuti, per la precisione il 19%, voterebbero per la Lega Nord, mentre un 10% si orienterebbe verso il PdL, o come si chiama ora Forza Italia. Appaiati subito dietro troviamo il M5s e il Pd con un 7% di consensi, mentre agli altri restano solo le briciole. Ho provato a chiedermi come mai fra gli astenuti sia così forte la volontà di appoggiare eventualmente la Lega Nord, e una risposta me la sono data ricordando il fortissimo calo di consensi dopo gli scandali che investì il partito di Bossi e Maroni.
Interessante anche valutare come ben il 40% degli astenuti dichiara che, comunque sia, non voterebbe per nessuno.

Alla fine, quello che si può dire è che la disaffezione alla politica continua a restare molto alta, e che quasi la metà degli astenuti continuerebbe a restare tale, senza alcuna possibilità di essere convinti a votare per qualcuno. Si spera che anche questo possa essere un segnale per la classe politica, affinché capisca la sempre più pressante necessità di un radicale cambiamento.

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