Il congresso dei veleni

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Analisi e contro analisi sul voto di questa seconda fase delle primarie del Pd ora si sprecheranno: era la fase dedicata agli iscritti, in cui votavano solo i tesserati al partito, e le sorprese non sono state poche.

Prima di tutto il voto raccolto da Pittella: era accreditato di una percentuale non superiore al 2 o 3%, riesce a portarsi a casa una percentuale che sfiora il 6%, un risultato che il candidato fa bene ad enfatizzare come buono.

Civati, con poco più del 9%, rappresenta per me un po’ la delusione di questa fase: mi sarei aspettato un risultato migliore fra i tesserati di partito, pensavo che potesse raccogliere circa il 15% dei voti degli iscritti, ma la mia previsione si è rivelata errata.

Cuperlo raccoglie il 38,4% dei consensi degli iscritti: sicuramente un risultato migliore di quello cui era accreditato all’inizio, dovuto anche al fatto che era un personaggio poco conosciuto. Ma al contempo un risultato non proprio positivo visti gli appoggi di cui poteva godere: buona parte di chi sostenne Bersani nel 2012 è con lui, la base di consenso era quindi ben più ampia di quella raccolta in questa fase congressuale. Certo, non ci sono più Franceschini e AreaDem, ma anche sulla restante parte si può supporre un’erosione di consensi non proprio indifferente.

E infine Renzi che guadagna un 46,7%. Se dovessimo guardare al voto del 2012, l’incremento all’interno del partito è abbastanza sensibile. Merito anche di alcuni nuovi sostenitori, in passato schierati con i suoi avversari, che gli hanno portato in dote molti voti, ma soprattutto dovuto alla carica di rinnovamento che porta con se, che sta diventando un’esigenza sempre più pressante all’interno del partito.

E qui arriviamo alla polemica, alle stranezze accadute in alcuni circoli. In molti hanno indicato i dati di Salerno adombrando dubbi sulla regolarità del voto e dei risultati espressi, a cui si sono aggiunti dubbi anche su Messina e su alcuni circoli di Roma. Soprattutto è stato il comitato di Cuperlo ad avanzare questi dubbi su risultati che hanno visto trionfi plebiscitari per Renzi.

Io dal mio piccolo ci terrei solo a ricordare che quelle anomalie non sono state le uniche, e che se davvero si vuole far presente queste stranezze per senso di correttezza e non per tornaconto elettorale, allora sarebbe più corretto ricordare tutte le votazioni anomale, partendo magari anche da quelle di Enna. Se dobbiamo stigmatizzare i comportamenti di Genovese e di De Luca, perché non chiedere lo stesso anche per Crisafulli e per tutti gli altri ancora che hanno creato situazioni simili? Oppure si pensa di criticare solo le opacità degli altri? Forse per quelli che ci fanno comodo preferiamo credere sia “semplice” capacità di coinvolgere le persone, mentre per gli altri diciamo che sono comportamenti opachi? Sarebbe una distinzione quanto meno curiosa.

Fa piacere comunque questa denuncia delle storture dei capibastone locali. Certo, si fosse davvero onesti ci si dovrebbe anche chiedere come mai queste persone, oggi, sono ancora al loro posto, come mai possono continuare a fare quello che fanno. Non è certamente da questa tornata congressuale che si verificano certi risultati e non è certamente da questa tornata congressuale che operano certe persone, come ad esempio tipo De Luca.
Certamente si dovrebbero ricordare anche altre votazioni plebiscitarie del passato, d’altronde il 2012 non è poi così lontano come si potrebbe pensare e le dinamiche non sono poi così diverse, anzi. Per non parlare, sempre in tema stranezze, di quegli elenchi bruciati dopo il primo turno sempre nelle primarie del 2012, altro strano fatto che non sarebbe da dimenticare.

Maliziosamente mi verrebbe da domandarmi se prima non fossero un problema tale da sollevare polveroni simili a quelli che vediamo in queste ore: ma in questo senso rilevo che scarseggiano non solo le risposte, ma in alcuni casi anche le domande. Alcuni denunciano queste cose da tempo e restano ignorati. Altri hanno appena iniziato e immediatamente propongono una censura su questi episodi, ma solo per alcuni e solo a partire da ora.

Sembra un po’ la storiella della volpe e dell’uva: questa volta la volpe non riesce più ad arrivare all’uva come in passato, e allora afferma sicura che quell’uva è acerba e quindi non è buona, e che in fondo lei non l’ha mai desiderata. In fondo, lei si dice soddisfatta anche così. Una splendida bugiarda.

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Categorie:Politica

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