Dieci Domande a: Mattia Peradotto

20131115-091333.jpg(Foto di Luca Becattini)

Mattia Peradotto, nato il 7 dicembre 1989, è un giovane laureato in Ingegneria Gestionale e sta conseguendo un master in Gestione d’Impresa e Management. È il presidente di FutureDem, giovane associazione politica del centrosinistra, nata pochi mesi fa.
Se volete seguirlo, questo è il suo profilo Twitter.

Il ruolo dei giovani in politica è un argomento ormai molto abusato: sono ormai anni che si parla della necessità che i giovani ventenni inizino a contare maggiormente nella politica, ma siamo ancora al punto in cui il posto dei “giovani” rimane occupato dai quarantenni. È pur vero che molti frenano questa prospettiva giustificandosi con la poca esperienza di questi ragazzi. Tu che sei parte interessata in questo dibattito, cosa ne pensi?

Penso che già il fatto che sia argomento di discussione e ancor più di divisione sia sintomo di un problema che esiste. Spesso si parla dei giovani in politica come di una categoria, un gruppo omogeno da tutelare come se fosse una riserva indiana, invece i giovani non sono monolitici in politica, non si può approcciare a questa realtà, che presenta certo tratti comuni di generazionalità ma anche una miriade di differenze, con un’unica offerta o un’unica proposta. Penso anche che il tema della scarsa esperienza sia un falso problema, se fare politica vuol dire saper cogliere nella società quei segnali deboli di cambiamento ed evoluzione e saperli indirizzare allora io dico che i giovani sono i più naturalmente competenti sul tema. Dobbiamo iniziare a pensare che c’è un valore dell’inesperienza, un valore nello slancio rispetto ai problemi, che devono essere affrontati con consapevolezza ma anche con la creatività di chi immagina cose nuove per superarli. Ecco io penso che i giovani, i ventenni in politica oggi possano portare questo vento di voglia e di creatività, quell’entusiasmo di provare a costruire con le loro mani il paese che abiteranno negli anni a venire.

Sei presidente di un’associazione politica, i FutureDem, che riunisce un gran numero di giovani e giovanissimi che condividono la passione per la politica. Qualcuno ha provato addirittura a etichettarvi come la “giovanile di Renzi”. Dato che sei uno tra i fondatori di questa associazione, da cosa nasce l’idea di questo progetto, e cosa ne pensi di questa etichetta?

FutureDem nasce 7 mesi fa, nasce da un tweet e questa è una delle più sconvolgenti potenzialità che la rete mi ha convinto di possedere, l’essere non solo social ma pure sociale, la possibilità di attraversare canali e modi di comunicare differenti, dall’online al personale e viceversa. L’idea di FutureDem nasce da uno scambio di tweet tra me e Giulio Del Balzo ma la sua realizzazione nella forma di contenitore di idee e persone si deve a tanti amici che ci hanno messo entusiasmo, cuore e impegno e hanno fatto sì che da quell’idea di strumento aperto, di rete o network di mobilitazione, fosse possibile far nascere una vera e propria associazione che oggi riunisce più di 300 giovani e meno giovani interessati di politica e di amministrazione in tutta Italia. L’idea con altri amici, oltre che con Giulio in primis, era quella di creare una rete di mobilitazione che permettesse a quanti si erano sentiti coinvolti e si erano avvicinati al PD e a Renzi durante le Primarie 2012 di non disperdersi di nuovo. Volevamo raccogliere le migliori energie che quella sfida aveva mobilitato e volevamo così iniziare un percorso di formazione, di costruzione di cultura e competenza e anche di proposta politica o amministrativa che raccogliesse chi voleva dare un proprio contributo al cambiamento di questo Paese. Direi che oggi questa realtà è andata oltre le nostre aspettative e l’obiettivo è continuare a farla crescere nello spirito in cui è nata, come un aggregatore di buone esperienze, di energie e di proposte per iniziare a cambiare da subito e dalla nostra piccola realtà il nostro bellissimo Paese. Ne approfitto qui per ringraziare Giulio, Alessandro, Marianna, Francesco, Benedetta, Enea, Chiara, Francesco, Federica, Marco, Silvia, Tommaso, Giulio, Matteo e tutti i ragazzi che stanno contribuendo a far crescere questa splendida realtà.

Politicamente i FutureDem si collocano nel centrosinistra, andando a erodere un po’ il terreno che fino a poco tempo fa era proprietà dei Giovani Democratici, la giovanile del Pd. Che giudizio hai su quella associazione? Pensi siano possibili delle collaborazioni fra le due associazioni?

Sono molto critico su come i GD hanno operato a livello nazionale e lo dico con dispiacere. Penso anche che oggi sia necessario ripensare la partecipazione giovanile in politica innanzi tutto mettendo in discussione l’esistenza stessa di una giovanile. Se per giovanile infatti intendiamo un partito in miniatura che viene usato come palestra per la classe di partito futura e che racchiude logiche simili se non peggiori di quelle del partito stesso in termini di emersione, potere e gestione, allora penso proprio che sarebbe meglio per i ragazzi vivere direttamente il partito. Se invece pensiamo ad una giovanile più larga e più aperta rispetto al partito, una giovanile che si relazioni con l’associazionismo, con la quotidianità dei giovani tutti e che, punto fondamentale, pesi nelle linee di indirizzo delle politiche giovanili o nelle politiche di inserimento al lavoro, allora quella giovanile può avere ancora un senso. Se non abbiamo questo la giovanile non ha ragione di esistere anzi la sua stessa esistenza solleva il partito dal trattare temi con specificità generazionale che sono sempre più rilevanti. Io penso che FutureDem e i GD siano due cose distinte, direi diverse. I GD sono una struttura di partito, una sua propaggine; i FutureDem sono un’associazione esterna che dovrebbe servire ad aggregare non solo chi è già nel partito ma anche quell’insieme di persone che pur guardando al centrosinistra come casa naturale non sentono il PD come il loro partito. Nella nostra idea FutureDem è un aggregatore accogliente e largo quindi penso che non solo sia possibile ma anche naturale parlare con i GD. Molti ragazzi che sono in FutureDem, io per primo, provengono anche dai GD o sono tuttora nei GD. Non vedo barriere, almeno da parte nostra.

Tornando a parlare dei FutureDem, dopo la Summer School organizzata a fine luglio a Portico di Romagna ora avete in programma una Winter School che verrà organizzata a fine novembre a Prato. Quali saranno i temi toccati e quali obiettivi si prefissa questo nuovo incontro?

Come per l’appuntamento estivo di Portico di Romagna, l’appuntamento di Prato sarà un grande appuntamento formativo. Formazione e competenze al primo posto e poi network e costruzione di un sentimento di gruppo che in queste occasioni è reso più forte. A Prato spazieremo su molti temi focalizzando però la nostra attenzione sull’economia. Partiremo con la sfida della competitività che oggi è tema attualissimo per le imprese italiane e ne parleremo con Carlo Daveri fondatore di DVR Capital e animatore di DVR Capital Lab e con Federico Leardini giornalista economico di Sky. Tratteremo poi le riforme economiche essenziali insieme al prof. Tommaso Nannici, e il secondo giorno di lavori proseguiremo toccando tematiche differenti, dall’Europa con l’on Sandro Gozi e Brando Benifei alla partecipazione giovanile; dai diritti con Anna Paola Concia alla Legge Elettorale con Roberto Giachetti, che ormai da oltre un mese si batte contro il Porcellum con uno scipero della fame che lo sta provando molto. Insomma tanti temi e tanti relatori interessanti. Tutte le informazioni sono disponibili sul nostro sito.

Mi risulta che, come associazione, stiate lavorando alla realizzazione di alcuni documenti programmatici centrati su alcune aree, tipo sanità, legge elettorale, forma partito, welfare. A che punto sono questi documenti, e quali idee contengono? Quale sarà l’obiettivo di questo lavoro?

Questo è uno dei passaggi fondamentali. Quando abbiamo creato con tanti amici questa associazione abbiamo messo un paletto fondamentale, la produzione di idee e proposte. Non vogliamo parlarci addosso e basta ma vogliamo contribuire, ecco perchè abbiamo nel corso dei mesi creato online gruppi di lavoro su base volontaria che trattassero tematiche specifiche: dall’economia, alla sanità, alla cultura fino ad arrivare al welfare e alla forma partito. Alcuni documenti hanno già visto la luce come il “Job Act” dei FutureDem, altri invece sono in via di conclusione, l’idea è lanciarli volta per volta o in eventi ad hoc o attraverso media e stampa, costruendo poi un percorso di pillole che ne permetta la diffusione e faciliti la discussione sui temi.

Oltre alla Winter School, quali saranno i prossimi impegni dei FutureDem? Come associazione quali obiettivi vi siete prefissati?

Gli appuntamenti formativi segnano e scandiscono i passaggi dell’associazione, l’idea è costruire in concomitanza con l’uscita dei documenti 2/3 campagne nazionali che riprendano i punti che nei documenti abbiamo esposto. Le campagne toccano pochi punti ma creano su questi punti quella pressione necessaria a creare una discussione approfondita ed efficace sul tema. In questo modo si muove una rete di pressione e questa è la linea che vogliamo perseguire. Inoltre a Gennaio FutureDem avrà la sua Assemblea Elettiva dove verranno rinnovate tramite voto le cariche annuali dell’associazione. Per chi volesse tesserarsi e partecipare a questo bellissmo momento ricordo sempre che sul sito è possibile effettuare l’iscrizione a FutureDem tramite PayPal.

Passando a parlare un attimo di te vorrei invece chiederti: quali sono le tue aspirazioni personali?

Io sono laureando e sto in questo momento svolgendo uno stage in una grande azienda multinazionale. Mi sono sempre immaginato il mio percorso lavorativo e di vita professionale staccato e distinto dalla politica. Questo non vuol dire disinteresse ma è la consapevolezza che la costruzione delle mie competenze e della mia tranquillità professionale è al di fuori della politica, a quella ci si presta perchè si crede in un percorso e ci si dedica mettendo a disposizione quelle competenze che ci si è costruiti fuori. Sopratutto a mio avviso lo si fa limitatamente nel tempo. Questa consapevolezza mi lascia una grande serenità perchè so che nessuno mi puo promettere qualcosa per spingermi a prendere posizioni o a fare scelte che io non farei. Rispetto chi la pensa diversamente da me sul punto ma secondo me nel 2013 questo è fare politica, prestarsi alla politica dedicando impegno e entusiasmo limitatamente nel tempo e mettendo a disposizione competenze costruite fuori, in un’altra professionalità

Se potessi chiedere una sola cosa al governo da veder realizzata subito, cosa chiederesti?

Questa è una domanda difficile, perchè oggi nessun intervento singolo ha la forza di andare ad incidere realmente sulla nostra situazione.
Chiederei la realizzazione di quel Sistema Italia che partendo dalla valorizzazione di Cultura e Istruzione, mette insieme Turismo, Business e Wellness, e costruisce finalmente quell’immagine chiara e forte oltre che di appealing del nostro paese che gli permetta di ripartire.

Siamo arrivati alle ultime due domande: quali sono i tre personaggi, o le tre persone, che hanno segnato la tua vita?

Da un punto di vista personale direi assolutamente i miei genitori e la mia ragazza ma siccome immagino tu mi chieda quali sono stati gli incontri (anche figurati) che hanno segnato la mia vita sotto un altro aspetto allora ti dirò:
1) Goldwin o meglio il suo Signore delle Mosche che mi tiene sempre un occhio acceso sulla natura dell’essere umano;
2) Bob Kennedy e i suoi pensieri in Sogno cose che non sono state mai;
3) La mia professoressa di inglese del Liceo, (la materia in cui andavo peggio) perché era la persona che, seppur portassi risultati scarsi, ha sempre creduto in me.

Concludendo: quale valore per te è il più importante?

L’entusiasmo, l’entusiasmo contro la rassegnazione. Perchè solo con l’entusiasmo si cammina, solo con quello si ha la forza per costruire un domani migliore.

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Categorie:Interviste

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