Promesse da mantenere

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Giusto perché alcuni mi dicono che non critico mai Renzi, ho pensato di scrivere su una cosa che ho notato in questi giorni. Parlo delle continue promesse che vengono sempre e puntualmente rimandate. Facendo tesoro dell’esortazione che Oscar Farinetti lanciò dal palco di Viareggio all’ultimo OpenPd, muovo una piccola critica a Matteo Renzi.

Ultimamente, e l’ha ripetuto anche nel discorso finale alla Leopolda, Renzi ha parlato di un Job Act per il lavoro, un documento che verrà preparato da una squadra di persone a lui vicine. Lo aveva annunciato anche a La Repubblica il 22 ottobre, come potete vedere da questo link. Afferma che verrà presentato entro maggio, ovviamente del 2014. Tutto bello, tutto interessante.

Ma c’è un ma. Secondo questa intervista concessa a L’Espresso e fatta da Marco Damilano (era ancora marzo) Renzi disse:

“…Ci sono tre milioni di disoccupati, il 40 per cento di giovani. Sto preparando un Job Act: un piano per il lavoro. Sarà innovativo. Noi ci siamo divisi tra la Cgil e Ichino e abbiamo dimenticato cose molto concrete: 20 mila cantieri fermi, lo 0,7 per cento del Pil, bloccati dal patto di stabilità, lo ricorda il presidente dell’Anci Graziano Del Rio. Investimenti sull’innovazione digitale, sull’agroalimentare, progetti per gli investitori stranieri. Al Job Act stanno lavorando imprenditori, docenti, manager, neo-parlamentari: un volume corposo, lo presenteremo tra aprile e maggio…”

Ora, se non mi sbaglio quel “tra aprile e maggio” doveva riferirsi al 2013, non certo al 2014. Qualcuno già a giugno provò a rammentare questo mancato impegno, e oggi che lo stesso Renzi ritorna a parlare di questo Job Act mi assumo l’incarico di far notare come la promessa fu già data e (non) mantenuta diversi mesi fa.

Non voglio dovermi ritrovare ancora una politica delle promesse vane, una politica che a parole si impegna ma che fa scivolare i fatti in secondo piano. Voglio dei politici che se si assumono la responsabilità di scadenze certe per qualcosa sappiano mantenerle, o che al massimo abbiano la forza e l’onesta di ammettere che quegli impegni subiranno uno slittamento, spiegandone i motivi.

Renzi ha da sempre cavalcato e interpretato questa necessità di cambiamento, di impegno concreto sulle cose da fare, e io credo che possa davvero riuscire ad invertire la tendenza di una politica che sa solo essere brava a parole. Ma certe cose sono assolutamente da evitare, giusto per non trovarsi nella scomoda situazione di apparire uguali a quelli che si vorrebbe rottamare.

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Categorie:Politica

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